Trainare l’innovazione è uno dei punti fermi della Ricerca e Sviluppo targata Sandvik. “Noi non stiamo a fianco dell’innovazione, ma stiamo davanti all’innovazione”.

Le parole di Davide De Cristofaro, business line manager utensili di perforazione per Sud Europa, Turchia, Medio Oriente e Asia Centrale e Territory Manager per l’Italia e i paesi balcanici, fotografano alla perfezione l’idea di futuro messa in campo da Sandvik.

“Noi”, continua De Cristofaro, “pensiamo di trainare l’innovazione non solo nelle macchine da superficie, ma soprattutto nel settore delle macchine da miniera. E le nostre innovazioni in miniera possono essere utilizzate anche in tante applicazioni del mondo delle costruzioni. Oggi si va sempre di più verso l’automazione, verso l’elettrificazione, e noi abbiamo macchine completamente automatizzate, che hanno la possibilità di non avere l’operatore a bordo pur lavorando a 600, 700 m di profondità. Poi ci sono le macchine elettriche, che da anni lavorano nelle miniere di tutto il mondo. Per noi non è una nuova tecologia, infatti la prima macchina a batteria costruita da Sandvik risale alla fine degli anni Ottanta. Ma adesso Sandvik ha delle macchine che possono sostituire la batteria in pochi secondi. Automazione ed elettrificazione significano sicurezza e produttività. L’elettrificazione è anche una questione di comfort. Cioè di meno rumore, meno calore. Inoltre sono macchine più produttive e molto più veloci rispetto a una macchina tradizionale. Poi c’è tutta la parte di automazione legata alla possibilità di preimpostare i piani di perforazione, che vengono gestiti direttamente da un computer per cui la macchina automaticamente si sposta e fa il foro esattamente dove lo si desidera”. L’operatore di superficie rimane in zona per controllare che tutto sia a posto, e nel caso ci sia un incaglio lui può intervenire.

Questo per quanto concerne le macchine, ma per gli utensili? “Per quanto riguarda gli utensili di perforazione”, riprende De Cristofaro, “l’innovazione porta sempre a spingere verso la maggiore produttività possibile, questo vuol dire innanzitutto una perforazione sempre più veloce e sempre più precisa. A questo si aggiunge una continua ricerca per allungare il più possibile la vita dell’utensile”.