GSR: il progetto Euro 6 è realtà

2016-07-07T15:44:10+02:007 Luglio 2016|Categorie: Notizie|Tag: , , , , , , , |

Che le piattaforme aeree autocarrate siano correlate, nella loro evoluzione, a quella dei veicoli su cui vengono allestite è cosa logica. Quello che di questo legame magari sfugge è quanto l’evoluzione dei veicoli, in parte legata alle nuove tecnologie disponibili, in parte imposta dal legislatore, abbia impattato sulla progettazione delle piattaforme.

Tra le nuove imposizioni in materia di sicurezza e quelle relative alle nuove motorizzazioni Euro 6, gli attuali veicoli patente B hanno visto lievitare il proprio peso (e quindi la tara) in media di 500 kg rispetto a pari veicoli circolanti negli Anni 90. Se a questo aggiungiamo la corsa alle massime altezze tecnicamente raggiungibili con una piattaforma su veicolo Patente B è chiaro che le odierne macchine siano il risultato di un’evoluzione dove, ad un aumento considerevole delle prestazioni, è corrisposta una riduzione drastica dei pesi e dei margini operativi.

Questo significa anche che le macchine sono molto più performanti richiedendo una gestione più scrupolosa sia nella manutenzione che nell’uso, insomma bisogna essere più preparati e qualificati perché il margine agli “abusi” è più ristretto e quando si è sollevati da terra alcuni errori possono generare conseguenze molto gravi.

Una realtà di cui GSR è consapevole, e alla quale ha trovato una sua soluzione all’apparenza semplice ed efficace, ovviamente per i clienti e i dealer, ma richiedente, progettualmente, un certo sforzo che l’azienda riminese non si è risparmiata: il “progetto Euro 6”.

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Progetto Euro 6
Cos’è di preciso? “Due anni fa circa abbiamo messo mano all’intera gamma, con lo scopo di preparare i nuovi modelli per il mercato dei prossimi anni. Obiettivo di partenza è stato quello di realizzare piattaforme già pronte per i veicoli Euro 6, al fine di non costringere i nostri partner a continui aggiornamenti di prodotto per inseguire l’ultima versione” ha dichiarato Piero Palmieri, Product Manager di GSR.

Tra eccessiva tecnologia e prestazioni estreme va trovato il giusto compromesso. Che secondo GSR esiste ed è a portata di mano

“Le piattaforme esposte al Bauma sono già tutte pronte e allestibili su veicoli Euro 6 che stanno iniziando a essere disponibili solo in questi mesi. Le stesse piattaforme possono essere allestite anche su veicoli Euro 5. Quindi non importa quale sia il mercato di destinazione della piattaforma o quale sia il veicolo che equipaggia, per i nostri dealer è sempre lo stesso modello di piattaforma. Ed è anche un segnale della continuità che vogliamo imprimere alla nostra produzione”.

I fiori all’occhiello della gamma GSR, come le telescopiche da 14 a 23 m, i modelli da 20 m, la nuova PX doppia articolata da 300 kg di portata e la TJ con jib finale, sono alcuni dei risultati del “Progetto Euro 6”.

Ma cosa intende Palmieri per continuità nella filosofia progettuale? Come abbiamo detto, dagli anni ‘90 ad oggi i veicoli Patente B hanno visto la loro tara aumentare in media di 500 kg per far fronte alle nuove normative in materia di emissioni e di sicurezza. Questo significa che il margine operativo per chi costruisce piattaforme si è evoluto, cosa che a dispetto di antichi sovradimensionamenti strutturali ha innescato una corsa alla sofisticazione tecnologica, tra elettronica e utilizzo di acciai e leghe sempre più leggeri e sottili.

Così sui veicoli patente B oggi si installano piattaforme da 27 m quando il massimo negli Anni ‘90 erano 13 o 14 m. Con un aumento di prestazioni e sbracci del 225%. Ma significa anche che le macchine richiedono un’attenzione e una gestione più puntuale (e costosa), bisogna essere più preparati e qualificati per usarle e manutentarle, questo perché il margine per l’errore si è ovviamente ridotto.

Per questo GSR ha preferito impostare la propria gamma di piattaforme scegliendo il giusto livello di tecnologia in grado di garantire la continuità con quanto ha prodotto sinora, ossia piattaforme che rispondono in primis a principi di semplicità. E che in fase di progettazione non vadano a stressare quelle criticità, come le altezze eccessive raggiunte con spessori di acciaio infinitesimali, che sono le principali fonti di problematiche.

Una visione del Bauma
GSR: il progetto Euro 6 è realtà sicurezza progetto Euro 6 Piero Palmieri piattaforme aeree GSR evoluzione Euro 6 bauma Abbiamo chiesto a Piero Palmieri, Product manager GSR, il perché di alcune scelte apparentemente diverse dalla media dei costruttori di piattaforme. Ecco le sue risposte.

GSR non ha partecipato al Bauma direttamente, ma attraverso il dealer tedesco Rothlehner. Perché?
Per il carattere stesso con cui l’azienda da sempre gestisce i rapporti con i propri partner. In GSR siamo convinti che il modo migliore di interpretare e agire su un mercato sia quello di integrarsi, e per farlo bisogna collaborare attivamente con chi conosce tale mercato che, nel nostro caso, sono i nostri dealer. Ovviamente questo approccio di GSR è universale, e non solo per il mercato tedesco.

Com’è andata?
Vedere che il proprio lavoro ha successo è indubbiamente motivo di soddisfazione. Ma una fiera come il Bauma, al di là del risultato commerciale, ti dà il polso della situazione, ti dice dove sta andando il mercato. Ti fa capire se sei in linea con esso, se le tue intuizioni sono corrette. Anche in questo caso la risposta è stata positiva: il progetto Euro 6 di GSR è perfettamente al passo coi tempi.

Due clienti soddisfatti



43 GSR PER LAVENDON GROUP
La Lavendon Group Nationwide Platforms Company, nota azienda nel mercato inglese ed internazionale, ha chiuso un nuovo ordine con GSR, storico costruttore italiano di piattaforme autocarrate, per 43 macchine.

L’ordine include diverse unità della nuova B200PX, piattaforma autocarrata a braccio articolato con stabilizzazione in sagoma e portata di 300 kg senza restrizioni in tutta l’area di lavoro montata su Mercedes 3.5 t Euro 6, e della E228TJ, piattaforma autocarrata telescopica con jib, portata di 280 kg e 17 m di di sbraccio senza restrizioni montata su Iveco 7,5 t.

Tra le altre unità acquistate vi è poi la E179T, piattaforma autocarrata telescopica montata su Iveco 3,5 t e la 12,5 m furgonata su Ford.

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PROGETTI ILLUMINATI PER LA E260TJ DI GSR
Una piattaforma E260TJ di GSR entra nel parco mezzi della Pugliese Francesco di Vibo Valentia, in Calabria. La Pugliese Francesco da 25 anni si occupa della progettazione, creazione, installazione, manutenzione e noleggio di impianti di illuminazione e palchi per fiere, manifestazioni religiose ed eventi.

Pugliese è una piccola impresa che svolge l’80% del lavoro in Calabria, ma che ha “esportato” la propria professionalità anche in varie regioni d’Italia (Sicilia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Trentino).

Nel proprio parco mezzi annovera diverse unità GSR fin dal 1995, quando venne acquistata la prima 14/11 su Iveco Daily 35.8, una piattaforma che ha lavorato per oltre 20 anni prima di essere recentemente dismessa e sostituita, dopo pochissimo tempo, dalla nuova E260TJ, una 26 m telescopica con jib, allestita su Iveco Eurocargo 12 t. Alla nuova piattaforma si affianca la E179T da 17 m su Nissan acquistata qualche anno dopo la 14/11.

Ma perché GSR? L’attività della Pugliese Francesco richiede un’elevata specializzazione per l’interagire di fattori quali, ad esempio, l’organizzazione logistica e la sicurezza. “Per lavorare in altezza e con sbracci ad un certo livello, preferisco macchine solide, robuste, facili da gestire, che anche guardandole trasmettano fiducia, tranquillità e sicurezza. In fabbrica ho valutato diversi modelli con il jib, anche più leggeri ed allestibili su veicoli patente B, ma ho avuto modo di scegliere un mezzo la cui affidabilità permette di lavorare anche nelle condizioni più sfavorevoli” ha spiegato Francesco Pugliese, che ha continuato: “GSR è un’azienda seria, che dà grande importanza alla sicurezza” e le sue macchine si fanno apprezzare per la “robustezza, affidabilità, praticità, e una buona velocità in fase di lavoro”.

Le caratteristiche tecniche della E260TJ vanno perfettamente incontro alle esigenze professionali illustrate da Pugliese. Con un’altezza di lavoro di 26 m, il braccio telescopico con jib finale consente agevoli manovre di posizionamento del cestello, con una portata di 280 kg e 3 persone in cesta, senza limitazioni fino a 16 m di sbraccio.

Inoltre, il sistema di stabilizzazione estremamente compatto garantisce il migliore rapporto fra sicurezza, prestazioni e contenimento degli ingombri.

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