Ad Asphaltica 2026, un workshop di Siteb ha messo in luce i vantaggi della triturazione nella valorizzazione del conglomerato bituminoso recuperato. Il tema è stato approfondito da Filippo D’Addato, COO di Cams

L’importanza di un fresato di qualità
Durante la fiera Asphaltica 2026, in un workshop promosso da Siteb, Filippo D’Addato, COO di Cams ha evidenziato come migliorare l’efficienza del riciclo dell’asfalto, preservando le caratteristiche delle materie prime recuperate e riducendo al contempo costi e impatto ambientale. In fiera, l’azienda ha presentato anche Centauro L120.56 APR e la vibrofinitrice Pavijet MG7 Super Elettrica di Malavasi G., marchio entrato a far parte del gruppo nel 2024, a conferma di un’offerta che guarda alle diverse esigenze del settore stradale. L’appuntamento ha rappresentato un’occasione di confronto per gli operatori della filiera, chiamati a rispondere alle esigenze di una produzione di conglomerato bituminoso sempre più attenta al recupero dei materiali e all’ottimizzazione delle risorse.

Filippo D’Addato, COO di Cams, durante il workshop promosso da Siteb
Preservare il valore del fresato
Nel trattamento del fresato d’asfalto, la qualità del materiale in uscita è determinante per le successive fasi di produzione. Granulometria dell’aggregato, conservazione del legante bituminoso, formazione di particelle fini e contenuto di umidità influiscono infatti sulla possibilità di reimpiegare il materiale recuperato, sui consumi energetici e sui costi di gestione degli impianti di miscelazione. Nel suo intervento, D’Addato ha posto l’accento sulla differenza tra triturazione e frantumazione, illustrando l’approccio sviluppato da Cams per il trattamento specifico del fresato. A differenza delle tecnologie tradizionalmente concepite per la lavorazione degli inerti in cava, il processo di triturazione mira a disgregare gli agglomerati bituminosi senza compromettere inutilmente la struttura degli aggregati che li compongono. “La qualità del materiale in uscita dal trattamento condiziona direttamente ciò che accade dopo, dall’efficienza dell’impianto di miscelazione alle caratteristiche della nuova pavimentazione” ha sottolineato D’Addato. L’obiettivo è conservare quanto più possibile la granulometria originaria e il rivestimento bituminoso delle particelle, limitando la produzione di fini. Una curva granulometrica più controllata facilita infatti l’integrazione del materiale recuperato nel mix design della nuova miscela e può favorire percentuali di riciclo più elevate.

Filippo D’Addato, COO di Cams
Il recupero del bitume: vantaggio tecnico ed economico
Particolare l’attenzione dedicata alla conservazione del legante bituminoso. La sua presenza nel materiale recuperato rappresenta una risorsa economica, ma la quantità rilevata in laboratorio non basta, da sola, a descriverne l’effettiva valorizzazione nel processo produttivo. La formazione di particelle ultrafini di bitume può infatti disperdere parte del legante e renderne meno efficace il recupero. Inoltre, l’accumulo di materiale fine può provocare fenomeni di impaccamento sulle componenti degli impianti di produzione, con conseguenti interventi di pulizia, maggiori esigenze manutentive e possibili interruzioni dell’attività. Il vantaggio della triturazione non si limita alla qualità del prodotto recuperato: riguarda anche la possibilità di valorizzare maggiormente una materia prima costosa e di contenere le criticità operative che possono emergere nelle successive fasi di lavorazione.

Il Centauro L120.56 APR è dedicato al recupero e al riciclo del fresato d’asfalto
Controllo dell’umidità ed efficienza energetica
Un altro elemento centrale è la gestione dell’umidità. L’acqua presente nel fresato deve essere eliminata durante il processo produttivo, richiedendo energia aggiuntiva e incidendo sui costi di esercizio. Per questo motivo, la qualità del materiale dipende non soltanto dalla tecnologia impiegata per trattarlo, ma anche dalle modalità con cui viene gestito e conservato. Cams ha evidenziato l’importanza di organizzare correttamente i lotti in ingresso, separare le diverse frazioni granulometriche e proteggere i cumuli dalle precipitazioni. La corretta organizzazione del processo diventa così complementare alla scelta della macchina: la tecnologia consente di ottenere un materiale più idoneo al reimpiego, mentre la gestione del piazzale contribuisce a mantenerne la qualità nel tempo.

Cams ha presentato la Pavijet MG7 Super Elettrica di Malavasi G., marchio acquisito nel 2024
Meno polveri e rumore
Il workshop ha affrontato anche gli aspetti ambientali legati al trattamento del fresato, con riferimento alle emissioni di polveri, alla rumorosità e alle modalità di alimentazione delle macchine. Per il Centauro, D’Addato ha citato una misurazione delle emissioni di polveri pari a 3 mg/m³, rilevata senza l’impiego di un sistema di nebulizzazione. Nel confronto illustrato durante la presentazione, i valori dichiarati per il livello acustico erano pari a 107 dB per il trituratore e a 119 dB per un mulino a urto. I risultati si riferiscono alle condizioni e alle configurazioni considerate nell’esposizione tecnica. Le soluzioni Cams possono inoltre essere configurate con alimentazione ibrida e generatore a bordo oppure con collegamento diretto alla rete elettrica. La scelta della modalità di alimentazione permette di adattare la macchina al contesto di lavoro, con potenziali benefici in termini di consumi ed emissioni operative.

Il team Cams in fiera
Centauro e Pavijet: due soluzioni per il settore stradale
Ad Asphaltica 2026, Cams ha affiancato al confronto tecnico la presentazione di due macchine rappresentative della propria offerta per il settore stradale. Il Centauro L120.56 APR è dedicato al recupero e al riciclo del fresato d’asfalto e s’inserisce nella strategia aziendale orientata alla valorizzazione dei materiali recuperati attraverso processi di trattamento specifici. Accanto a questa soluzione, l’azienda ha presentato la Pavijet MG7 Super Elettrica di Malavasi G., marchio acquisito da Cams nel 2024. La macchina è concepita per gli interventi di asfaltatura e ripristino, con particolare attenzione alle esigenze dei cantieri urbani e all’impiego di una soluzione a trazione elettrica. Le due proposte rispondono a esigenze operative differenti ma complementari: da una parte, il recupero e la valorizzazione del materiale proveniente dalle pavimentazioni esistenti, dall’altra, l’esecuzione degli interventi di ripristino stradale.

