La Commissione Europea ha finalmente rilasciato il tanto atteso Piano d’Azione per il Settore Automotive, ma il risultato non soddisfa le aspettative dell’industria. Secondo ANFIA, il documento contiene solo alcuni degli elementi richiesti dal comparto, mentre mancano risposte fondamentali su investimenti, scadenze e responsabilità operative.

Un piano senza certezze per il futuro del settore

Dopo mesi di incontri e pressioni da parte di sindacati, costruttori e associazioni di categoria, il documento rilasciato da Bruxelles lascia ancora molte domande aperte. Non sono state fornite date certe per l’attuazione delle misure, né sono stati definiti importi e strumenti di finanziamento.

“Non possiamo chiamarlo un vero Piano d’Azione”, afferma Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA. “Manca una strategia concreta per affrontare le sfide del settore, e molte delle richieste dell’industria sono state ignorate. Serve un impegno più forte per garantire la competitività dell’industria automotive europea.”

Neutralità tecnologica e rinnovo del parco circolante: le richieste di ANFIA

Uno dei punti chiave su cui ANFIA insiste è il principio di neutralità tecnologica, che dovrebbe garantire l’integrazione di più soluzioni sostenibili, tra cui veicoli ibridi plug-in e range-extender alimentati con carburanti non fossili. Tuttavia, il documento non chiarisce come verrà attuata questa neutralità dopo il 2035.

Inoltre, ANFIA sottolinea la necessità di un piano di rinnovo del parco veicoli circolante, oggi con un’età media di 12,5 anni, per ridurre le emissioni e sostenere la filiera produttiva europea.

“Se l’obiettivo della Commissione è davvero la decarbonizzazione, allora è indispensabile un piano concreto di incentivi per la sostituzione dei veicoli più vecchi con modelli più efficienti e a basso impatto ambientale”, ribadisce Vavassori.

Sanzioni ai costruttori e veicoli industriali: questioni irrisolte

Un altro nodo critico riguarda le sanzioni previste per i costruttori nel 2025, che secondo ANFIA sono state affrontate solo parzialmente e in modo insoddisfacente. Inoltre, il documento non menziona in alcun modo il settore dei veicoli industriali, nonostante questi siano soggetti alle stesse normative.

“È inaccettabile che il settore dei veicoli industriali sia stato completamente ignorato nel piano, considerando il suo ruolo strategico per la logistica e la transizione energetica”, evidenzia ANFIA.

ANFIA continuerà il dialogo con le istituzioni europee

Alla luce di queste criticità, ANFIA ha annunciato che continuerà a lavorare con altre associazioni di settore per sollecitare misure più concrete e incisive.

“Non possiamo permettere che il nostro settore venga indebolito dalla competizione cinese e dalle politiche americane”, conclude Vavassori. “Serve un impegno chiaro e forte da parte dell’Europa per sostenere la nostra industria e garantire un futuro competitivo all’automotive italiano ed europeo.”

Il confronto con la Commissione Europea resta quindi aperto, con l’obiettivo di ottenere risposte concrete sulle misure da adottare per il futuro dell’automotive.