Il Ponte sullo Stretto di Messina è da oltre mezzo secolo uno dei progetti infrastrutturali più discussi, sospesi e ripresi della storia repubblicana. Dalla prima legge approvata nel 1971 alla creazione della società Stretto di Messina Spa nel 1981, fino ai bandi degli anni Duemila poi congelati nel 2013, il ponte tra Sicilia e Calabria è rimasto per decenni una grande promessa mai realizzata.

Oggi, il progetto è tornato al centro dell’agenda politica con forza grazie all’impegno diretto del Governo Meloni e in particolare del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il disegno del nuovo ponte a campata unica da oltre 3.600 metri è stato rivisto e aggiornato, mentre il decreto-legge 35/2023 ha rilanciato formalmente la costruzione dell’opera, prevedendo una serie di interventi finanziati anche con risorse ordinarie del bilancio dello Stato.

Secondo il cronoprogramma ministeriale, i lavori potrebbero iniziare nel 2025, con una fase preparatoria già avviata tra iter autorizzativi, aggiornamento della progettazione e assegnazione dei lavori. L’investimento complessivo stimato supera i 14 miliardi di euro, con un impatto dichiarato di 100.000 posti di lavoro diretti e indiretti nel periodo di cantiere.

Le voci contrarie

Non mancano però le opposizioni politiche, sociali e ambientaliste. La Cgil, insieme ad altre sigle sindacali e associazioni, ha criticato duramente il progetto, giudicandolo insostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale. I timori riguardano i rischi sismici della zona, i costi crescenti, la necessità di privilegiare altri interventi infrastrutturali più urgenti, e l’impatto ambientale su un ecosistema fragile.

Negli ultimi giorni, alcune forze politiche hanno addirittura invocato l’intervento della Commissione europea per bloccare l’avvio dei lavori, sollevando un dibattito acceso a livello nazionale.

Uggè (FAI-Conftrasporto): “Un’opera strategica, l’Europa non va invocata per bloccarla”

Contro questa richiesta si è espresso con decisione Paolo Uggè, presidente di FAI-Conftrasporto, che ha definito «autolesionista» il tentativo di chiedere lo stop del progetto alla Commissione europea.

Paolo Uggè, Presidente Fai-Conftrasporto

«Rimango senza parole nel leggere che si invochi l’intervento dell’Unione Europea per bloccare l’avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto di Messina. È un atto autolesionista, frutto di un’ideologia ambientalista fuori da ogni logica razionale» – ha dichiarato Uggè.

Ricordando come proprio l’Europa, con i commissari Van Miert e Loyola de Palacio, abbia promosso a suo tempo il collegamento stabile tra Sicilia e continente, Uggè sottolinea che quella in corso «è una battaglia tutta politica, e non tecnica».

Dal punto di vista logistico, la costruzione del ponte potrebbe rappresentare un punto di svolta per la mobilità e il trasporto merci:

«La realizzazione del Ponte porterà alla riduzione delle emissioni di CO₂ e garantirà a oltre cinque milioni di cittadini siciliani un collegamento stabile con il continente, dando vita a una città lineare. È un’opportunità di crescita, integrazione e sviluppo che non possiamo permetterci di sprecare».

Infine, Uggè ribadisce il sostegno del settore dell’autotrasporto alla linea del Governo:

«Il mondo dell’autotrasporto che FAI-Conftrasporto rappresenta è convintamente a sostegno del Ponte e del Ministro Salvini. Siamo pronti ad affiancarlo nel confronto con le istituzioni europee per dimostrare quanto quest’opera possa essere strategica per l’Italia e per l’intero sistema logistico europeo».

Fonti:

  • Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – www.mit.gov.it
  • FAI-Conftrasporto – Comunicato stampa 29 maggio 2025
  • Il Sole 24 Ore, “Il Ponte sullo Stretto riparte: cantieri dal 2025”, 18 aprile 2024
  • ANSA, “Ponte di Messina, Salvini firma il decreto”, 30 marzo 2023
  • Legge 35/2023 – Gazzetta Ufficiale