Marzio Ferrini, Responsabile Marketing Ammann ci guida alla scoperta di una visione di futuro già applicabile.

“Il tema della decarbonizzazione”, esordisce Ferrini, “è vitale, perché sotto questo cappello ci sono tantissime implicazioni che hanno delle leve che muoveranno davvero i clienti e il mercato. La prima leva è quella di una forte tassazione a chi emette, a chi ha alte emissioni di CO2 legate al processo produttivo. E questo si ripercuote sugli interessi anche delle aziende e dei produttori. Infatti gli stessi produttori di impianti mettono a disposizione dei loro clienti tutta una serie di conoscenze, di tecnologie che, implementate gradualmente anche nel tempo, potranno permettere di arrivare a produrre miscele prestazionali, ma a bassi livelli di emissione di CO2. Questo ha un vantaggio per l’ambiente, ha un vantaggio per loro stessi, infatti vuol dire lavorare a basse temperature, con alte percentuali di fresato, utilizzare combustibili differenti per il processo di riscaldamento, come miscele di idrogeno e di gas naturale. Si tratta di azioni a mio avviso win-win, perché hanno un beneficio per l’imprenditore che il quale può investire, ma hanno un beneficio enorme per la collettività. Il tema della decarbonizzazione che a livello globale sta guidando anche lo sviluppo di natura politica, avrà un impatto enorme a tutti i livelli”.

Ammann, per quanto abbiamo potuto vedere visitando i suoi impianti e durante gli scorsi Ammann Green Days dal punto di vista tecnico e, passateci il termine, anche culturale, ha tutte le carte in regola per affrontare queste tematiche.

“Il mercato verso Ammann è sempre molto esigente”, riprende Ferrini, “Del resto Ammann è la realtà industriale con i maggiori numeri su tutti i mercati a livello globale, anche e soprattutto come livello di complessità tecnologica dei progetti che vengono portati avanti. Al di là dei campanilismi, Ammann è il leader tecnologico riconosciuto bene o male da tutti, e sta sviluppando e sta continuando a investire in nuove tecnologie, in nuove sperimentazioni, in nuove tipologie di impianti che a nostro avviso saranno fondamentali tra qualche anno. Per il prossimo futuro prevedo un grande sviluppo degli impianti che oggi rappresentano nelle grandi città gli hub, quindi dei centri di stoccaggio di inerti e di materiale fresato, tutto quanto coperto, nascosto da un punto di vista urbanistico, che permette di fare grandi produzioni senza avere in alcun modo un impatto sulla vita della popolazione cittadina. Il tutto offrendo delle miscele di alta qualità per un’alta qualità della circolazione, della sicurezza delle persone che vivono e circolano sulle grandi strade. In sostanza vedo la tendenza a ridurre un po’ il numero di impianti, avendo degli hub ben strutturati nelle grandi città. Mentre nelle realtà più periferiche si andrà nella direzione di avere impianti flessibili, piccoli, a basso impatto ambientale”.