We are demolition… by Trevi Benne

2021-05-13T09:34:19+02:0013 Maggio 2021|Categorie: Attrezzature, Movimento terra, Notizie|Tag: , , |

Le attrezzature Trevi Benne all’opera in un cantiere a Trento. Sugli scudi le nuovissime HC 18P, pinza demolitrice primaria, e PMZ 12C, pinza da demolizione e selezione.

Trento, Salita dei Giardini. Qui sono all’opera due aziende, Costruzioni Angelini srl e Zampedri Lorenzo srl presso un cantiere di riqualificazione urbana che darà un nuovo volto a tutto il quartiere. Arroccato quasi in cima a un’erta salita, infatti, fino a poco tempo fa (ultimi giorni di febbraio) c’era un edificio della metà degli Anni ’50 che necessitava di tutta una serie di interventi di ammodernamento.

“Abbiamo rilevato la proprietà dell’intero edificio, con l’obiettivo di realizzare un serio intervento di riqualificazione” ci spiega Michele Angelini, titolare dell’omonima azienda. “Dopo un’attenta analisi dell’edificio e del contesto, abbiamo optato per una demolizione parziale della struttura, per far posto a una costruzione moderna, rispondente ai più recenti parametri in materia di risparmio energetico e abitabilità, che ospiterà 10 appartamenti di varie metrature e relativi box”. Un intervento tecnicamente complicato, che necessita non solo di perizia progettuale, ma anche di un know how e di un’esperienza di scavo e demolizione che poche aziende possono vantare. Una di queste è la Zampedri Lorenzo srl.

IL CANTIERE

Dopo l’analisi, il progetto che ne è scaturito prevede che solo una porzione dell’edificio risalente alla metà degli Anni ’50 venga preservato e ristrutturato. “Si tratta di un cantiere particolare, dove già di per sé l’intervento di parziale demolizione richiede perizia” spiega Stefano Zampedri, titolare della Zampedri Lorenzo srl che si occuperà, per conto della Costruzioni Angelini (che opera quale general contractor) sia delle fasi di demolizione che di successivo scavo per la realizzazione dei box sotterranei. “Abbiamo dovuto innanzitutto eseguire tutta una serie di tagli longitudinali atti a separare la parte dell’edificio da preservare da quella destinata alla demolizione. Si tratta di interventi che vanno eseguiti con attenzione, perché va sempre garantita la stabilità di entrambe le parti” continua Zampedri. “Attualmente (20 febbraio, ndr) questa fase è stata completata e stiamo iniziando la demolizione, che è stata preceduta da tutte quelle operazioni di separazione dei vari materiali di cui era composto l’edificio, per far si di poter operare una demolizione pulita e facilitare le operazioni di smaltimento. Data l’età della costruzione, siamo di fronte a un mix piuttosto eterogeneo di materiali, dove è preponderante non tanto il calcestruzzo, ma soprattutto legno e laterizi”.

Alla fase di demolizione seguirà quella degli scavi, dove subentrerà un secondo aspetto critico del cantiere, legato al substrato roccioso su cui poggia. “Anche in questo caso procederemo con dei tagli della roccia mediante filo diamantato e successiva rimozione dei blocchi. Un processo tecnicamente semplice, che richiede in questo caso specifico un buon grado di attenzione sia nell’esecuzione dei tagli, che dovranno essere precisi al fine di creare la base su cui poggeranno le fondamenta della parte di edificio che verrà costruita ex novo, che per quanto riguarda la movimentazione, essendo gli spazi del cantiere estremamente limitati e limitanti”.

In effetti, come abbiamo detto in apertura d’articolo, il cantiere si trova sulla sommità di una stretta salita dove è risultata chiara l’abilità dell’operatore della Zampedri Lorenzo che è riuscito a portare “in scioltezza” l’escavatore impegnato nelle opere di demolizioni, un Case CX210D, un giocattolino da 20 t. “Considerando l’altezza dell’edificio (tre piani, ndr), avremmo optato per un escavatore di maggior tonnellaggio, con braccio da demolizione da 25 m, ma gli spazi angusti dell’area di cantiere hanno imposto una scelta diversa” spiega Zampedri. “Qui opereremo con un Case CX210D e un Volvo 220, che riescono comunque a portare a termine il lavoro senza complicazioni grazie anche all’esperienza dei nostri operatori”.

Come si evince, quindi, la complessità del cantiere deriva in gran parte dalla sua particolare location, che oltre ad avere strade di accesso piuttosto anguste è anche stretto da case abitate tutto intorno. “Proprio per arrecare il minor disturbo possibile a chi abita nelle vicinanze in cantiere operano macchine e attrezzature che sono lo stato dell’arte in materia di demolizioni e scavi” afferma con orgoglio Zampedri. “I nostri escavatori sono tutti Euro 6 con meno di un anno di vita, che generano non solo pochissime emissioni, ma anche pochissimo rumore. Inoltre, per eseguire le varie operazioni sono accoppiati a tre attrezzature Trevi Benne, di cui due di recentissimo acquisto”.

A questo aggiungiamo che durante tutte le fasi del cantiere è in azione anche un cannone abbattitore WLP che contribuisce al contenimento della polvere che inevitabilmente si crea durante una demolizione. In poche parole siamo di fronte a un cantiere in pieno centro urbano che è lo stato dell’arte di come dovrebbe essere ogni cantiere nel 2021. “In circa tre settimane completeremo la fase di demolizione, selezione dei materiali e loro smaltimento, poi avvieremo gli scavi” conclude Zampedri, cui però chiediamo i motivi per la scelta di Trevi Benne come attrezzature.

UNA SCELTA RAGIONATA

“Attualmente nel nostro parco mezzi e attrezzature abbiamo cinque unità Trevi Benne, comprese le tre all’opera qui in Salita dei Giardini” risponde Zampedri. “Da anni però abbiamo uno stretto legame con il Costruttore di Noventa Vicentina e il suo Responsabile per il Triveneto, Paolo de Giuli. Le attrezzature Trevi Benne sono all’avanguardia sia in termini di progettazione che di realizzazione e consentono di operare in sicurezza e garantendo sempre una produttività eccellente. Questo cantiere ne è un esempio lampante: pur operando con macchine che sono sottodimensionate rispetto al lavoro da eseguire, grazie a un plus di Trevi Benne quale l’Impact Booster che equipaggia le sue attrezzature, potremo realizzare la demolizione in tempi davvero ristretti. Massima produttività, bassi consumi, perfetta sicurezza”.

Parlando con Stefano Zampedri si capisce subito di essere di fronte a un imprenditore che valuta attentamente i pro e contro di ogni cantiere e sceglie macchine e attrezzature che possono dare quel quid in più per lavorare sempre al top.

“Siamo un’azienda famigliare, ma proprio quest’anno cade il nostro quarantesimo anniversario, segno che negli anni il nostro modus operandi è risultato vincente” spiega Zampedri. Affermazione che viene ulteriormente avvalorata sia dal fatto che l’azienda opera prevalentemente in Trentino Alto Adige (area relativamente ristretta e con cantieri spesso impegnativi, dove un’azienda non sopravvive 40 anni se non lavora se non garantendo certi standard qualitativi), sia dal parco mezzi di cui si avvale.

“In azienda l’età media dei mezzi è di 5 anni; ogni anno provvediamo al cambio di almeno due o tre macchine proprio per avere sempre a disposizione lo stato dell’arte in termini di tecnologia e sicurezza. La nostra flotta di macchine movimento terra è composta da unità che vanno dai 15 quintali alle 35 t come escavatori e miniescavatori. Le attrezzature da scavo e demolizione sono tutte Trevi Benne, mentre per quanto riguarda gli autocarri, siamo da sempre legati a Scania”. Trevi Benne, Scania, WLP, tutte realtà piuttosto vicine a dove opera Zampedri Lorenzo. “Anche in questo caso non si tratta di una scelta dettata dal campanilismo, quanto dal fatto che l’assistenza è pressoché istantanea, data la vicinanza geografica tra i nostri cantieri, la nostra sede e le sedi dei nostri partner. Una scelta ragionata che ci permette di ridurre al minimo i tempi di un eventuale fermo macchina e di vantare un tasso del 100% di rispetto dei tempi di consegna dei nostri cantieri” conclude Zampedri.

ALL’OPERA

Presso il cantiere di Trento, come detto, sono all’opera tre attrezzature Trevi Benne. Un frantumatore girevole e i due ultimi acquisti di Zampedri Lorenzo che hanno preso servizio per la prima volta proprio in questo cantiere: una pinza selezionatrice PMZ 12C e una pinza demolitrice HC 18P, quest’ultima facente parte della linea Premium dell’azienda vicentina, ossia equipaggiata con il sistema Impact Booster (vedi box di approfondimento).

Il frantumatore girevole della Serie F

Diamo uno sguardo ai plus di queste due attrezzature scelte da Zampedri Lorenzo per i propri cantieri, partendo proprio dall’HC 18P: si tratta di una pinza idraulica, ideale per realizzare le fasi di demolizione primaria grazie alle sue doti di rapidità, precisione e potenza che può sprigionare. In particolare data la sua estrema maneggevolezza che ne garantisce anche la precisione, l’uso della HC 18P è particolarmente consigliata per le operazioni di demolizione più difficoltose e delicate (in termini di precisione) come l’abbattimento di strutture in cemento armato e la rimozione dei materiali a rilevanti altezze. Oltre alla HC 18P, la gamma prevede altri due modelli più grandi, la HC 23P e la HD 28P.

La pinza demolitrice primaria HC 18P

Passando alla pinza da demolizione e selezione, si tratta di un’attrezzatura che dalla sua vanta una notevole polivalenza in cantiere, tanto da risultare quasi fondamentale in un cantiere da demolizione che voglia fare dell’efficienza nella selezione dei materiali di risulta il proprio biglietto da visita. Apprezzata inizialmente di più all’estero, recentemente gode di ampio successo anche in Italia, dove i clienti la trovano maneggevole e versatile, precisa e allo stesso tempo delicata nell’impiego.

Si tratta di un’attrezzatura ideale per la demolizione di strutture e fabbricati di media consistenza, per la selezione mirata e il carico dei materiali di risulta in cantiere e in discarica, per una specifica separazione e movimentazione dell’inerte nei centri di riciclaggio e nella riqualificazione ambientale.

Ogni modello PMZ di Trevi Benne è disponibile nella versione “C” o nella versione ”S” a seconda della conformazione delle chele. La prima versione, standard, prevede le chele chiuse ed è consigliata per la selezione e movimentazione di materiali inerti di risulta. La “S” della seconda versione, invece, sta per chele a stecche, è realizzata a richiesta ed è consigliata inoltre per demolizioni di strutture leggere (strutture in mattoni, legno, datate, ecc).

Da notare che una delle più importanti migliorie a livello strutturale apportate alla gamma PMZ è legata all’unità di rotazione, ora proposta in conformazione “HD” (Heavy Duty), con funzionamento a due motori nei modelli a partire dai 1.000 kg di peso, con i componenti oleodinamici maggiormente protetti e con valvola di scarico integrata.

La Serie PMZ è attualmente composta da 10 modelli a partire dal PMZ 05 da 350 kg sino ad arrivare al modello PMZ 40 da 4.100 kg.

IN CONCLUSIONE

Un cantiere ideale quello di Trento, da prendere ad esempio. E come ogni cantiere al top, anche questo dimostra che l’eccellenza è data da diversi elementi: macchine e attrezzature di alta qualità, professionalità delle aziende coinvolte, esperienza degli operatori impegnati sul campo.

Da sinistra, Stefano Zampedri, titolare della Zampedri Lorenzo Srl, Christian Tadiotto, responsabile marketing Trevi Benne, e Paolo de Giuli, Responsabile per il Triveneto di Trevi Benne

Veloce, potente ed efficiente, è l’Impact Booster di Trevi Benne

Si tratta di un dispositivo idraulico integrato sul cilindro che moltiplica la pressione di esercizio tre volte rispetto a quella di ingresso. Se in fase di aggressione del materiale l’attrezzatura non riesce a sprigionare la potenza necessaria, entra in gioco automaticamente il Booster che moltiplica la pressione da 250 a 750 bar, consentendo la demolizione senza dover riaprire le ganasce. Una potenza che si riflette anche in termini di maggior velocità del ciclo apri/chiudi (4 secondi) che si traduce in maggior produzione giornaliera, minor consumo di carburante (-20%) e minor impatto ambientale. L’Impact Booster di Trevi Benne è disponibile su tutte le principali serie di attrezzature da demolizione nei modelli da 1,5 a 3,5 t (Serie MK, Serie HC, Serie F e Serie FR).

La benna Alto Adige

Anche una “semplice” benna in Trevi Benne è un soggetto di ricerca e sviluppo. “La benna Alto Adige fa parte della gamma Earthmoving” ci spiega Paolo de Giuli, responsabile per il Triveneto di Trevi Benne. “è una versione creata con caratteristiche strutturali simili alla benna da scogliera, progettata per l’impiego in terreni compatti ad alta percentuale di materiale roccioso e con volumi importanti da movimentare. Non a caso è un best seller di Trevi Benne nelle regioni montane, tra cui l’Alto Adige, da cui ne prende, appunto, il nome”.

La geometria di questa benna prevede un profilo svasato e allungato, per favorire la movimentazione di blocchi e pietre di taglia media, mentre lama, fianchi e fondo sono in Hardox 400 per limitarne l’usura. Sulla parte posteriore del fianco è previsto un “dente” saldato per agevolare la movimentazione dei blocchi. Tra le applicazioni principali per cui ne è consigliato l’uso vi è la sistemazione del greto e delle sponde dei fiumi montani.

Il 2020 di Trevi benne…

“Si è chiuso meglio delle aspettative” ci conferma Christian Tadiotto, responsabile marketing di Trevi Benne. “Considerando la perdita in termini di produzione delle sei settimane del primo lockdown, abbiamo chiuso in leggera flessione. Non ci aspettavamo certo di recuperare così tanto. E quello che ci elettrizza ancora di più è come è ripartito il 2021. Noi a Noventa Vicentina diciamo che ‘è ripartito di gran lena’ tant’è che abbiamo un portafoglio ordini molto ricco che riusciamo a evadere con qualche difficoltà, legate soprattutto alle problematiche della catena logistica in cui siamo inseriti e da cui dipendiamo. Oltre ai rincari delle materie prime, i due veri problemi che stiamo affrontando in queste prime settimane del nuovo anno sono legati ai trasporti e alla difficoltà di trovare manodopera specializzata da inserire in produzione”. In ogni caso le difficoltà non fermano certo Trevi Benne che entro fine anno ha in programma un ampliamento: la produzione e tutti gli uffici dedicati alla linea Demolition saranno infatti trasferiti in un nuovo capannone a pochi metri dalla sede principale, un “trasloco” necessario per dare alla produzione il necessario respiro per rispondere alla crescente domanda di attrezzature. Il tutto in attesa del 2022 quando…

… e il 2022

… quando Trevi Benne compirà 30 anni. L’azienda, infatti, veniva fondata nel 1992. Nel 2009 la società fatturava 9,2 milioni di euro. Ha chiuso il 2019 a 30,1, un risultato triplicato in dieci anni. I dieci anni più difficili per l’edilizia e il construction degli ultimi 100. Oggi Trevi Benne opera in oltre 50 paesi con una rete di distributori specializzati e fornendo prodotti personalizzati e un servizio di post vendita affidabile e tempestivo.

Zampedri Lorenzo srl e Sativa Srl

“A voi le idee… a noi la capacità di realizzarle!” È questo il motto di Zampedri Lorenzo srl, dieci parole che riassumono l’anima e la filosofia di quello che in realtà è un gruppo, due società sinergiche guidate dalla stessa famiglia. Una sinergia che unisce scavi, movimento terra, lavori edili e stradali, demolizioni e frantumazioni realizzati appunto da Zampedri Lorenzo srl, alla gestione dei rifiuti (da costruzione, demolizione e industriali), allo smaltimento, recupero e stoccaggio degli stessi e numerose altre attività, tutte collegate dall’idea che il rifiuto è una risorsa se correttamente gestito, portati avanti da Sativa Srl. Fondata nel 1981 la prima ad opera di tre fratelli, Lorenzo, Sandro e Ugo, oggi l’azienda è guidata ancora dai suoi stessi fondatori cui si sono via via affiancati i figli di Lorenzo, Stefano e Nicola. Il primo responsabile delle attività di cantiere della Zampedri Lorenzo Srl insieme ai cugini Ivan e Denise. Il fratello di Stefano, Nicola, cura e dirige invece Sativa Srl, nata nel 1994. Due realtà in piena espansione che hanno fatto della professionalità e della qualità di ogni cantiere realizzato e di ogni rifiuto trattato il proprio cavallo di battaglia che ha permesso loro di crescere ed affermarsi su tutto il territorio del Trentino Alto Adige. Oggi il Gruppo impiega 42 persone cui presto si aggiungeranno nuove risorse e una nuova sede per Zampedri Lorenzo Srl, sempre in quel di Pergine Valsugana (Sativa ha invece sede a Trento), un capannone di 2.600 metri quadri che sosterrà una doppia palazzina a uno e due piani per gli uffici, e 1.500 metri quadri di area scoperta.

Costruzioni Angelini srl

Fondata nel 1975 dai fratelli Angelini, oggi è guidata da uno di questi, Michele, e dalla seconda generazione, ossia i figli di Michele: Nicola che si occupa degli aspetti commerciali; Marco, ingegnere, che segue le operazioni in cantiere; e Giulia, laureata in giurisprudenza, che è da poco arrivata in azienda. L’azienda opera prevalentemente nella zona di Trento, e si propone come general contractor che rileva proprietà immobiliari per poi rivenderle una volta riqualificate. Per l’esecuzione dei cantieri si affidano ad aziende partner storici nonché realtà conosciute e ben radicate sul territorio trentino.