Lieve flessione del mercato veicoli industriali nel mese di aprile 2026. La geopolitica incerta rallenta la ripresa

Basandosi sui dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Centro Studi e Statistiche Unrae ha elaborato una stima del mercato dei veicoli industriali per il mese di aprile 2026. Dai dati emerge un leggero calo (-1,5%), con 2.310 unità immatricolate rispetto alle 2.345 registrate nello stesso mese del 2025. L’andamento è disomogeneo tra i segmenti: i veicoli pesanti, con massa pari o superiore a 16 t, crescono del +7,6%, spinti in particolare dai trattori stradali (+14,8%), a fronte di una lieve contrazione dei carri (-1,6%). Le altre fasce di peso mostrano trend negativi: i veicoli leggeri (da 3,51 a 6 t) registrano una forte contrazione del -75,8%, mentre i mezzi con massa compresa tra 6,01 e 15,99 t flettono del 3,7%. Dall’inizio dell’anno, il mercato ha fatto registrare 9.841 immatricolazioni, con un incremento complessivo del +4,1% rispetto ai 9.450 del primo quadrimestre 2025.
“Il mercato mostra segnali di vitalità nel segmento dei trattori stradali, confermando la volontà delle imprese di investire nell’ammodernamento delle flotte” ha dichiarato Giovanni Dattoli, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di Unrae. “Tuttavia, le tensioni geopolitiche incidono sui costi di gestione delle aziende e alimentano un clima di incertezza. In questo contesto, il Fondo pluriennale da 590 milioni di euro, destinato al ricambio dei veicoli nelle annualità 2027-2031, potrà contribuire a sostenere la programmazione degli investimenti del settore. Auspichiamo che il provvedimento attuativo confermi integralmente lo stanziamento, evitando un dirottamento delle risorse verso misure emergenziali legate al caro carburanti. Inoltre evidenziamo la necessità di destinare una quota prioritaria ai veicoli a zero emissioni superiori a 16 t, garantendo l’efficacia degli incentivi per la decarbonizzazione del parco veicolare pesante”.
Le recenti misure del Governo per ridurre le accise rispondono all’esigenza di contenere l’impatto della crisi internazionale sui prezzi energetici e sui costi sostenuti da cittadini e imprese. Per non indebolire il percorso di svecchiamento del parco, Unrae ritiene che eventuali futuri interventi di sostegno debbano essere indirizzati ai veicoli più moderni, Euro VI o ad alimentazione alternativa, escludendo dai benefici gli Euro V, ai quali è ancora riconosciuto il rimborso delle accise sul gasolio commerciale. “Sostenere l’acquisto dei veicoli è necessario, ma non sufficiente: per accompagnare davvero la transizione occorrono interventi mirati anche sui costi operativi che gravano sulle imprese di autotrasporto” ha aggiunto il Presidente Dattoli. “Energia, pedaggi e infrastrutture rappresentano leve decisive per la competitività. In questo quadro, il ritardo dell’Italia nel recepimento della Direttiva Eurovignette, che consentirebbe di modulare i pedaggi in funzione delle emissioni dei veicoli, priva il settore di un incentivo concreto”.
“A livello europeo, il meccanismo temporaneo quinquennale approvato da Parlamento e Consiglio – che consentirà ai Costruttori di veicoli pesanti di accumulare crediti emissivi prima del 2030 – può contribuire a dare maggiore gradualità al percorso, ma non rappresenta una deroga: i target di riduzione della CO₂ restano invariati” ha concluso Dattoli. “Auspichiamo quindi che la revisione normativa prevista per il prossimo anno introduca una flessibilità concreta, evitando sanzioni a carico di Aziende che hanno già investito ingenti risorse per la commercializzazione di veicoli a zero emissioni”.

