Senza mai prendersi la responsabilità

2017-01-10T10:45:53+01:0010 Gennaio 2017|Categorie: Notizie, Veicoli industriali e leggeri|Tag: , |

Dopo il crollo del cavalcavia in provincia di Lecco dello scorso ottobre i trasporti eccezionali lombardi sono praticamente bloccati dalla burocrazia. Una vera follia che rischia di mettere in ginocchio un intero settore perché nessun ente vuole più assumersi il rischio di rilasciare le autorizzazioni al transito su ponti e cavalcavia dei convogli oversize e overload.

Due considerazioni al volo che mi sovvengono riflettendo sulla spiegazione data dagli enti che si rifiutano di rilasciare le autorizzazioni, ossia che la maggior parte delle infrastrutture viarie non ha l’attestazione di portata massima di carico. La prima è facile: la situazione delle infrastrutture viarie è, se tale affermazione corrisponde a verità, al collasso. C’è da aver paura a passare sotto o sopra qualunque cavalcavia o viadotto (ok, smettete pure di percorrere le tangenziali milanesi, tanto per dirne due a caso!). Inutile quindi parlare di nuove infrastrutture; sarebbe forse più opportuno (e urgente?) rendere di nuovo moderne e sicure quelle già esistenti, anche a costo di rifarle ex novo. La seconda considerazione è invece rivolta a chi lavora negli enti pubblici coinvolti in questa situazione: cade un ponte, ci scappa il morto e allora tutti si ricordano improvvisamente di avere una coscienza e dei doveri? Ma allora significa che fino ad oggi le autorizzazioni sono state date “alla carlona”, senza nessuna valutazione o analisi tecnica del percorso. Complimenti! Un buon avvocato potrebbe denunciare tutti per tentato omicidio plurimo con aggravanti. Ma tanto chi lavora per lo Stato resta il più delle volte impunito!

Andiamo avanti. La situazione di “blocco” ai trasporti eccezionali è talmente critica che il presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè, ha chiesto un incontro sia con il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, sia con il sottosegretario Simona Vicari, che con il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani.

Alla richiesta di incontro inoltrata il 4 gennaio scorso, Uggé ha allegato una serie di documenti a riprova di quanto asserito, ossia copia di alcune corrispondenze tra Comuni (lombardi) e aziende di autotrasporto. Da Baranzate (Milano), per esempio, la polizia locale ha fatto sapere che il Comune non può rilasciare autorizzazioni perché non dispone delle attestazioni di portata massima di carico delle infrastrutture viarie che si trovano lungo strade comunali, in quanto si tratta di opere realizzate da Autostrade per l’Italia che non ha prodotto tale documentazione.

Ma la cosa più clamorosa è quella raccontata in una missiva di un’azienda associata a Conftrasporto che riferisce di come, in mancanza di un accordo tra Regione Lombardia e le diverse Province, queste ultime arrivano addirittura a chiedere alle aziende di autotrasporto stesse una relazione a loro spese effettuata da ingegneri iscritti all’Albo in cui sia certificata la tenuta dei ponti interessati al transito. Follia! Una relazione di questo tipo, redatta senza disporre di calcoli strutturali o dello stato manutentivo dell’opera, ma fatta solo sulla base di una valutazione visiva è come tirare i dadi delle probabilità o chiedere ai petali di una margherita “cadrà, non cadrà”! Con buona pace anche del concetto dell’ingegneria quale scienza applicata esatta.

Infine, non dimentichiamo che siamo all’inizio di un nuovo anno, periodo durante il quale si ottengono i rinnovi per il 2017 di precedenti autorizzazioni: rinnovi che appaiono chiaramente molto complessi da ottenere.