Ritorna il superammortamento per i camion. Ma non per tutti

2023-08-21T12:11:22+02:0030 Maggio 2019|Categorie: Notizie, Veicoli industriali e leggeri|Tag: |

Dopo una lunga contrattazione tra le parti viene finalmente confermato anche per quest’anno il superammortamento sull’acquisto di veicoli industriali nuovi per le aziende di autotrasporto. Peccato che ci sia un ma.

Innanzitutto l’agevolazione è entrata in vigore dal 1 aprile, quindi non ha valore per gli acquisti effettuati tra gennaio e marzo 2019: un bel pesce d’aprile, tanto per confermare quanto sia tenuto in considerazione l’autotrasporto in un’Italia che, se vuole, ha già dimostrato di accettare leggi e decreti retroattivi, ma solo se interessa al Governo (e in questo caso non interessa, ovviamente).

Secondo ma: il superammortamento non è applicabile a investimenti superiori a 2,5 milioni di euro. E vabbé.

Passando alle modalità operative, il termine per chiedere il superammortamento è esteso fino al 30 giugno 2020, purché entro il 31 dicembre 2019 il venditore abbia confermato l’ordine e l’azienda di autotrasporto abbia versato un acconto pari ad almeno il 20%.

A sostegno del rinnovo del parco circolante, invece, il Governo ha stanziato 25 milioni di euro, che possono essere richiesti per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale o unità per il trasporto intermodale. Dov’è la fregatura? Nel riparto di questi 25 milioni ovviamente.

9,9 milioni di euro sono destinati all’acquisto di veicoli alimentati a gas naturale liquefatto, mentre quelli con motore diesel Euro VI ricevono in tutto 9 milioni. Agli equipaggiamenti per il trasporto intermodale, i rimorchi o semirimorchi certificati anche per il trasporto su nave o treno vanno 6 milioni, mentre alle casse mobili 500.000 euro.

Confermati infine anche i 240 milioni complessivi destinati all’autotrasporto per il triennio 2019/2021, di cui 140 per il rimborso parziale dei pedaggi autostradali e 70 per la deduzione forfettaria delle spese non documentabili.

A completamento i 25 milioni per gli investimenti e i 5 milioni per la formazione. Il ministero si è impegnato inoltre a stanziare altri venti milioni sempre per la deduzione delle spese non documentabili, che garantirebbero la quota di 51 euro per viaggio nel caso di trasporti fuori dal Comune. Staremo a vedere.

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