RIday 2016: l’edilizia deve essere protagonista

Renovate Italy organizza ogni anno, in coordinamento con le altre realtà legate a Renovate Europe, un evento nazionale rivolto alla sensibilizzazione e informazione sui temi legati alla riqualificazione energetica degli edifici.

Il RIday, che si è tenuto a novembre, quest’anno ha avuto come obiettivo l’approfondimento di tutti gli aspetti legati all’efficienza energetica degli edifici. Prima di passare ai dettagli di quanto emerso durante la giornata di studi vale la pena ricordare alcuni (non tutti) importanti aspetti legati all’efficientamento energetico degli edifici, aspetti che a volte passano in secondo piano nonostante, ahinoi, siano rilevanti sia dal punto di vista sociale, che economico.

Per esempio, va da se che un edificio energeticamente efficiente consuma meno energia per soddisfare i bisogni legati all’abitare. Sovente però non si fa il collegamento che a tale risparmio energetico corrisponde, molto spesso, un netto miglioramento del comfort abitativo degli edifici stessi.

Ma se i primi beneficiari di tale comfort (e risparmio economico) sono innanzitutto gli abitanti dell’edificio (che possono essere sia proprietari che affittuari), va tenuto presente che il valore stesso dell’edificio sul mercato immobiliare aumenta, un aspetto quest’ultimo cui si deve essere particolarmente sensibili se si è anche solo proprietari, e non anche abitanti, dell’immobile.

Ma c’è di più. Tutti i cittadini, grazie al minor inquinamento ed al miglioramento estetico delle facciate degli edifici e dunque della città, beneficiano di un miglioramento della qualità della vita nelle città.

E ancora, l’efficienza energetica applicata agli edifici comporta ulteriori vantaggi di natura sociale: pensiamo per esempio all’azione che le ristrutturazioni energeticamente efficienti hanno nella lotta alla cosiddetta fuel poverty, ossia la difficoltà economica di dotare la propria abitazione del corretto comfort termico.

O l’impatto che hanno in termini di posti di lavoro creati: l’efficenza energetica richiede interventi ad alto impiego di manodopera.

E non sono trascurabili nemmeno i benefici in termini macro-economici, dal momento che l’Italia ha la necessità di ridurre le importazioni di energia e di migliorare la propria sicurezza energetica.

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Di fatto gli interventi dei diversi relatori intervenuti al Riday 2016 hanno portato l’evidenza numerica di studi e analisi che dimostrano la veridicità delle considerazioni fin qui fatte. Veridicità che, se applicate su scala nazionale, si traducono in vantaggi economici che superano di gran lunga i costi legati ai lavori di efficientamento.

Gli interventi hanno posto particolare attenzione alle dimensioni economiche e sociali della questione, mettendo a confronto diversi scenari europei e italiani, per valutare gli effetti positivi che la riqualificazione energetica degli edifici potrebbe generare nel miglioramento del benessere dei cittadini.

Tyler Bryant, dell’International Energy Agency, ha per esempio presentato (per la prima volta in Italia) un report nel quale sono stati calcolati a livello europeo tutti i vantaggi dell’efficientamento energetico degli edifici, in termine di finanze pubbliche, salute, qualità dell’aria, qualità dell’ambiente costruito, sicurezza energetica, etc.

Lo studio di Bryant, intitolato Capturing the Multiple benefits of energy efficiency, è un documento di oltre duecento pagine che sviscera letteralmente tutti (o quasi) gli impatti dell’efficientamento energetico degli edifici nelle società moderne, partendo dagli impatti macroeconomici di tali interventi per giungere ad analizzare i possibili approcci metodologici per la loro realizzazione, nonché gli impatti che potenzialmente hanno sulla salute pubblica (e i costi sanitari risparmiati) e sulla produzione industriale.

Si tratta di analisi davvero dettagliate, che meritano a nostro avviso una lettura dedicata di questo studio che potete trovare qui.

Interessante anche l’intervento di Yamina Saheb di Openexp, che per la prima volta in Italia, ha presentato le proprie proposte, come analista politica indipendente, per una strategia europea per la riqualificazione energetica degli edifici che diventi la base di quella che lei stessa ha definito la “quarta rivoluzione industriale”. Una definizione che da sola fa capire la portata che potrebbe avere il perseguimento su scala nazionale o addirittura europea di una campagna di promozione dell’efficientamento energetico.

Senza dimenticare che già oggi il peso di questi interventi sull’economia europea è più che importante. Il settore dell’edilizia, nel quale le ristrutturazioni hanno oggi un peso preponderante, è uno dei pilastri dell’economia comunitaria. Il settore nel suo complesso ha registrato nel 2013 un fatturato di 1.241 miliardi di euro nei 28 stati dell’UE, pari a oltre il 9% del PIL di quell’anno.

Al suo interno, che comprende 3 milioni di imprese, delle quali il 94% costituite da meno di 9 addetti, hanno trovato impiego quasi 11 milioni di persone nel 2013. La quota di fatturato dovuta alla ristrutturazione di edifici esistenti è aumentata dal 47% del 2005 al 57% nel 2015.

Il predominio del mercato della ristrutturazione nell’edilizia è iniziato nel 2009, in particolare negli Stati Membri in cui le misure per favorire la ripresa economica si sono orientate a sostenere il rinnovamento energetico degli edifici esistenti. Continuare a percorrere questa strada, potenziandola, significherebbe, secondo le previsioni di Saheb, un aumento potenziale del mercato europeo della riqualificazione energetica pari anche al 50%, se per esempio venisse adottato l’obiettivo di ridurre i consumi del 40% entro il 2030.

Ciò creerebbe più di un milione di posti di lavoro aggiuntivi. Se l’obiettivo di risparmio energetico fosse innalzato del 40%, il tasso annuo di rinnovamento degli edifici, attualmente dell’1%, salirebbe al 3% e porterebbe all’incremento del volume complessivo del settore. Ciò darebbe più fiducia agli investitori e rimuoverebbe le incertezze sul futuro del mercato europeo delle costruzioni.

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In poche parole il rinnovamento energetico è un’occasione unica per la rinascita industriale dell’Europa.

Chiudiamo questa prima, veloce carrellata ai contenuti emersi dal Riday 2016 ricordando l’interessante caso studio condotto nella città di Liverpool (UK), presentato da Ian Watson dell’Healthy Homes programme del comune di Liverpool. La città britannica ha attivato un programma sperimentale di riqualificazione energetica per ridurre i costi sanitari. Si calcola che per ogni sterlina investita nella riqualificazione se ne risparmino fino a 55 in spese sanitarie. Trovate anche in questo caso lo studio completo qui.

A monito di quanto sia importante intervenire a livello europeo e strutturato, riportiamo quanto dichiarato da ISPRA: “È bene ricordare che la Commissione Europea nella Decisione del Consiglio Europeo del 23 ottobre 2014 indica la strategia europea per la riduzione di gas ad effetto serra al 2030. In particolare in questo contesto l’Italia dovrà ridurre le proprie emissioni del 33% rispetto alle emissioni 2005 per il settore definito come ESD (Effort Sharing Decision, Decisione n. 406/2009/CE) o non –ETS. Questo settore è composto dalle seguenti sorgenti di emissione: piccola industria, civile, trasporti, agricoltura e rifiuti. Il settore civile, in cui il settore residenziale contribuisce per circa il 68% alle emissioni di gas ad effetto serra, è uno dei settori chiave anche per il raggiungimento degli obiettivi riportati. Il target è molto sfidante e le previsioni emissive indicano che si è lontani dal raggiungerlo. Attualmente sono già in atto politiche per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra ma se ne dovranno prevedere altre e il settore civile sarà sicuramente un settore su cui agire.”