Il risultato è un racconto concreto di integrazione, applicazioni e strategie per il mercato off-road

Per chi costruisce motori la tentazione è sempre la stessa: parlare di cavalli, coppia, curve di erogazione, consumi specifici e limiti emissivi. Tutto corretto, ma sempre più distante dalla domanda che interessa davvero chi una macchina la progetta, oppure chi la compra o la utilizza ogni giorno. Quanto rende in cantiere? Quanto lavora prima di fermarsi? Quanto è semplice manutenerla e mantenerla?

È proprio da questa inversione di prospettiva che nasce il valore dei Demo Days 2026 organizzati da Rehlko nella sede di Reggio Emilia, appuntamento arrivato alla quarta edizione e ormai diventato qualcosa di molto diverso da un tradizionale lancio prodotto. Più che un evento dedicato ai motori, è un laboratorio a cielo aperto nel quale il propulsore scompare quasi dalla scena per lasciare spazio alle macchine che lo utilizzano e agli OEM che le hanno sviluppate.

È una filosofia che Eric Fontaine, presidente di Rehlko Engines, sintetizza con un concetto tanto semplice quanto efficace: un motore non si comprende osservandolo su un cavalletto, ma vedendo come contribuisce alla produttività della macchina che alimenta.

Per questo motivo i Demo Days alternano nel proprio format momenti di analisi tecnica, interventi di costruttori e prove dinamiche in campo, trasformando i numeri dichiarati nelle brochure in prestazioni realmente misurabili. La macchina diventa così il vero banco prova dell’integrazione fra costruttore del motore e OEM, mentre il dialogo tra progettisti, applicativi e giornalisti sostituisce la classica conferenza stampa costruita attorno alle sole specifiche tecniche.

Non è un dettaglio: nel mercato off-highway, infatti, il valore competitivo non dipende più esclusivamente dal propulsore, ma dalla capacità di inserirlo in un progetto complessivo dove trasmissione, idraulica, gestione elettronica, raffreddamento e layout della macchina lavorano come un unico sistema. È esattamente questo il messaggio che accompagna tutto l’evento.

ERIC FONTAINE – PRESIDENT REHLKO ENGINES

Il diesel cambia pelle, ma resta protagonista

Chi si aspettava il solito dibattito fra motori diesel ed elettrificazione ha trovato uno scenario decisamente più articolato.

L’intervento di Alex Woodrow, managing director di KGP Company, ha fotografato un mercato molto meno lineare di quanto raccontino spesso le narrazioni sulla transizione energetica.

La crescita dell’elettrico esiste, ma procede soprattutto in segmenti specifici e in contesti dove normative o modelli di utilizzo ne favoriscono l’adozione.

Nella gran parte del comparto off-road il diesel continua a rappresentare la soluzione dominante, soprattutto nelle applicazioni professionali dove autonomia, disponibilità operativa e costo totale di esercizio rimangono parametri decisivi.

Secondo Woodrow, il settore sta vivendo una fase caratterizzata più dall’ottimizzazione che dalla sostituzione delle tecnologie. I grandi player investono ancora pesantemente sui motori endotermici, migliorandone rendimento, integrazione e consumi, mentre le prossime evoluzioni normative lasciano intuire che lo sviluppo del diesel non sia affatto arrivato al capolinea. Al contrario, la pressione normativa continuerà a generare nuove generazioni di propulsori, sempre più efficienti e sempre più integrati con le architetture delle macchine.

Questo contesto spiega anche la strategia perseguita da Rehlko: l’obiettivo non è rincorrere ogni possibile soluzione energetica, ma rendere il motore diesel sempre più adatto alle esigenze delle macchine compatte moderne, dove densità di potenza, compattezza, semplicità di installazione e costi operativi continuano a rappresentare le priorità dei costruttori.

L’evoluzione passa dalla potenza utile

La principale novità tecnica dei Demo Days è stata il debutto del nuovo KDI 1903TCR HP, evoluzione della famiglia KDI sviluppata per rispondere alla crescente richiesta di prestazioni nelle macchine compatte senza modificarne gli ingombri progettuali.

L’incremento della potenza disponibile permette infatti agli OEM di affrontare lavorazioni più gravose mantenendo invariata l’architettura della macchina, evitando quindi riprogettazioni onerose o compromessi sulla disposizione dei componenti.

Il nuovo propulsore raggiunge 50 kW (67 hp) e 250 Nm di coppia, mantenendo la conformità Stage V e la possibilità di operare alimentato da HVO al 100%. Ma al di là dei numeri, ciò che emerge dalle presentazioni tecniche è soprattutto il lavoro svolto sull’integrazione applicativa. Non si tratta semplicemente di aumentare la potenza massima: il vero obiettivo è offrire una risposta più pronta durante le variazioni di carico, migliorare la produttività delle macchine e contenere contemporaneamente consumi e costi di esercizio.

Un equilibrio che diventa particolarmente evidente osservando le diverse applicazioni presenti nell’area prove, dove lo stesso propulsore assume comportamenti differenti a seconda della macchina che lo ospita.

Da qui nasce anche una delle idee più interessanti emerse durante la manifestazione: oggi il motore è sempre meno un componente acquistato “a catalogo” e sempre più un elemento progettato insieme al costruttore della macchina. Abhiroop Garg, Product Manager Diesel Engines di Rehlko, insiste proprio su questo aspetto, spiegando come ogni collaborazione con gli OEM richieda calibrazioni, adattamenti e attività di application engineering dedicate, affinché il propulsore risponda esattamente alle caratteristiche operative richieste dalla specifica applicazione.

Abhiroop Garg, Product Manager Diesel Engines di Rehlko

Le applicazioni raccontano più delle schede tecniche

Se l’incontro con i costruttori mette sul tavolo dati e strategie, l’andare nell’area prove cambia completamente il linguaggio. I nove mezzi messi a disposizione dai sei costruttori partner hanno trasformato il campo prove in una dimostrazione pratica di come uno stesso costruttore di motori possa interpretare esigenze operative profondamente diverse.

È qui che emerge il vero significato dell’application engineering, concetto richiamato più volte dagli interventi dei tecnici Rehlko e dei partner OEM: il propulsore non è un elemento standard da inserire nel telaio, ma un componente che viene calibrato insieme alla macchina per ottenere il miglior compromesso tra prestazioni, consumi, affidabilità e semplicità di integrazione.

La dimostrazione è affidata a un parco macchine volutamente eterogeneo.

Dal multifunzione cingolato Cormidi CMF1500 ai tool carrier radiocomandati MDB Green Climber, passando per le pale gommate Wacker Neuson e Weidemann, fino ai carrelli elevatori montati su autocarro Palfinger e alle attrezzature compatte Vermeer dedicate al landscaping e alla manutenzione del verde, ogni applicazione racconta un modo diverso di interpretare la stessa filosofia progettuale. I

l filo conduttore non è il motore in sé, ma il risultato operativo che permette di ottenere. Nel caso della nuova pala telescopica Weidemann 2090T, ad esempio, il debutto del KDI 1903TCR HP coincide con una macchina sviluppata per incrementare la produttività attraverso sistemi di assistenza come il pacchetto Dynamic Loading Assistance, che automatizza parte delle operazioni ripetitive durante i cicli di carico. Qui il motore lavora insieme alla trasmissione elettronica e ai sistemi di controllo, dimostrando come l’incremento prestazionale sia ormai il risultato dell’interazione fra componenti piuttosto che della sola potenza disponibile.

Una logica simile emerge anche osservando la WL750 di Wacker Neuson: in questo caso il tre cilindri KDI non viene scelto esclusivamente per coppia e consumi, ma soprattutto per compattezza, modularità e facilità di installazione trasversale, caratteristiche che consentono al costruttore di ottimizzare il layout della macchina, migliorare la visibilità dell’operatore e ricavare maggiore spazio per cabina e componentistica. Andreas Steiner, Market Development di Wacker Neuson, ha sottolinea to proprio come il motore rappresenti una parte integrante del progetto macchina, contribuendo contemporaneamente a prestazioni, comfort e riduzione del costo totale di esercizio.

GEORG JUNG, AMMINISTRATORE DELEGATO WACKER NEUSON ITALIA

Quando il motore diventa invisibile

Paradossalmente, il successo di un propulsore moderno si misura proprio quando smette di essere percepito come protagonista. È una considerazione che ritorna, con sfumature differenti, negli interventi dei costruttori presenti ai Demo Days.

Palfinger, ad esempio, racconta come lo sviluppo dei propri carrelli elevatori montati su autocarro sia partito molto prima dell’attuale piattaforma modulare, ma abbia trovato nella collaborazione con Rehlko uno degli elementi che hanno consentito di far evolvere il prodotto verso mercati sempre più specializzati. Franz Hettegger, Product Application Manager PL – TMF, Europe, Middle East, Africa and Australia / EMEA Sales & Service di Palfinger, descrive una crescita guidata non tanto dall’aumento delle prestazioni assolute, quanto dalla capacità di adattare il mezzo a nuove applicazioni logistiche: edilizia, serramenti, legno, agricoltura, distribuzione, riciclo e movimentazione di materiali ingombranti. In questo scenario il motore deve semplicemente fare il proprio lavoro, garantendo silenziosità, affidabilità e disponibilità di coppia ai bassi regimi, lasciando che sia la macchina a conquistare il cliente.

Anche Vermeer segue una strada analoga. Le compatte dedicate alla manutenzione del verde, allo stump grinding e allo scavo in spazi ristretti sono progettate affinché l’operatore possa concentrarsi sull’attrezzatura e sulla precisione del lavoro, senza doversi preoccupare della gestione del propulsore. Il risultato è una famiglia di macchine nelle quali ergonomia, manutenzione semplificata e continuità operativa diventano parte integrante della proposta tecnica, dimostrando come il valore del motore emerga soprattutto quando contribuisce a rendere più efficiente l’intero ciclo di lavoro.

Lo stesso approccio caratterizza MDB e Cormidi, che utilizzano i motori Rehlko in applicazioni profondamente diverse ma accomunate dalla necessità di lavorare in condizioni gravose, spesso lontano da officine e punti di assistenza. In questi contesti la robustezza, gli intervalli di manutenzione e la semplicità gestionale pesano almeno quanto le prestazioni pure, confermando come il costo totale di esercizio continui a rappresentare uno dei principali criteri di scelta degli utilizzatori professionali.

GRAZIANO MATTAROCCIA, DIRETTORE COMMERCIALE ITALIA DI CORMIDI

Oltre la transizione, c’è il lavoro

Il messaggio che accompagna l’intero evento è forse meno spettacolare di certi annunci sull’elettrificazione totale, ma decisamente più aderente alla realtà del mercato.

La transizione energetica procede, ma il mondo delle macchine operatrici continua a richiedere soluzioni capaci di lavorare migliaia di ore nelle condizioni più disparate, con costi prevedibili e prestazioni costanti.

Per questo motivo Rehlko sceglie di raccontare il diesel non come una tecnologia del passato, ma come una piattaforma ancora in piena evoluzione, destinata a convivere con alimentazioni alternative e sistemi elettrificati. Una posizione supportata sia dalle analisi di mercato presentate durante l’evento, sia dagli investimenti che gli stessi costruttori stanno continuando a destinare ai propulsori di nuova generazione.

Alla fine dei Demo Days resta soprattutto una sensazione: oggi il motore è sempre meno un prodotto e sempre più un servizio di progettazione condivisa. È il risultato di una collaborazione continua tra chi sviluppa il propulsore e chi costruisce la macchina, con l’obiettivo di migliorare produttività, efficienza e affidabilità in un mercato che continua a cambiare molto più rapidamente delle tecnologie che lo alimentano.

Ed è probabilmente questa la lezione più interessante emersa da Reggio Emilia: il futuro del diesel non si misura soltanto in kilowatt o grammi di CO₂, ma nella capacità di continuare a risolvere problemi concreti dentro i cantieri, nei piazzali e sui luoghi di lavoro. 

NINO DE GIGLIO – DIRECTOR, MARKETING COMMUNICATION AND CHANNEL MANAGEMENT REHLKO ENGINES