Mercato | Direttiva Ue sull’efficientamento energetico. Ecco le novità

2024-03-19T12:17:13+01:0020 Marzo 2024|Categorie: Notizie|Tag: |

Ridurre progressivamente le emissioni di gas serra e i consumi energetici degli edifici entro il 2030, per arrivare alla neutralità climatica entro il 2050: questo l’obiettivo della revisione della direttiva Ue sulla prestazione energetica nell’edilizia. Nel frattempo gli edifici nuovi sia pubblici che privati, dovranno essere a emissioni zero. Mentre si stringono le maglie dell’efficienza per quelli esistenti, anche se versione approvata dal Parlamento europeo è più soft rispetto alla prima proposta presentata dalla Commissione.

Due target di riduzione dei consumi medi fissati per gli edifici residenziali, uno al 2030 e uno al 2035. I Paesi membri avranno due anni di tempo per adeguarsi, quindi per capire quali edifici dovranno essere ristrutturati bisognerà attendere la definizione delle strategie nazionali.

passa una direttiva Ue sull'efficientamento energetico degli edifici più soft, ma restano comunque almeno 5 milioni di edifici in Italia su cui intervenire pesantemente

Stime per 5 milioni di edifici, in Italia

Dei circa 12 milioni di edifici residenziali presenti in Italia quelli a cui andrà data priorità di ristrutturazione sono circa 5 milioni, con un investimento economico necessario di circa 275 miliardi di euro annui per operare la svolta energetica, vale a dire 152 miliardi di euro di investimenti all’anno in più rispetto alle risorse attuali. Non sono previsti finanziamenti dedicati, ma i Paesi potranno attingere ai fondi Ue per sostenere gli interventi. In particolare al Fondo sociale per il clima, al Recovery fund e ai Fondi di sviluppo regionale.

La notizia positiva è che non saranno più le classi energetiche armonizzate a definire i parametri, ma delle medie di riferimento per ciascuno Stato sull’intero patrimonio edilizio. Per gli edifici residenziali l’obiettivo è che il consumo energetico medio diminuisca almeno del 16 %, rispetto al 2020, entro il 2030 e almeno del 20-22 % entro il 2035. Il 55% del calo deve essere raggiunto tramite la ristrutturazione del 43% degli edifici con le prestazioni peggiori.

Inoltre, tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a emissioni zero dal 2030. Sono previste esenzioni per gli edifici storici e agricoli. Inoltre i Paesi membri possono escludere anche gli edifici protetti per il valore architettonico o storico, gli edifici temporanei, chiese e luoghi di culto.