Manitou | Un telescopico in laguna

2024-02-01T15:27:02+01:0015 Gennaio 2024|Categorie: Aziende, Notizie|Tag: , |

L’eccellenza del sollevatore telescopico ibrido MRT 2260 Vision+ BiEnergy di Manitou al lavoro sulla banchina del Tronchetto

1904 – 2024. Sono 120 anni. Una storia che poche realtà d’impresa vantano in Italia e nel Mondo. Se poi si considera la natura della realtà stessa, una Società Cooperativa, la cosa è ancora più sbalorditiva, perché sottolinea non solo la ferrea volontà di unirsi in gruppo per proporre maggiori servizi e valore aggiunto, ma anche la capacità dei soci di tramandare tale volontà alle generazioni successive.

Stiamo parlando di Società Cooperativa Scalo Fluviale, che opera sia dalla banchina di Tronchetto, a Venezia, movimentando merci in entrata e in uscita dalla Serenissima, sia prestando la propria opera in città, effettuando trasporti e attività di servizio di vario tipo.

“Sono presidente di Società Cooperativa Scalo Fluviale da sette anni, ma ne sono soprattutto un socio, posizione che ho ereditato da mio padre e da mio nonno prima, che ricopro e porto avanti con onore e al meglio delle mie possibilità” esordisce Andrea Pravato, dalla cui voce trapela tutto l’orgoglio di far parte di una storia che dura da ben 120 anni.

Sembrerebbe essere una sorta di “genetica intrinseca” quella della longevità dei rapporti in e con Società Cooperativa Scalo Fluviale, che abbiamo visitato in occasione di uno dei loro ultimi investimenti, l’acquisto e la messa in servizio di un sollevatore telescopico Manitou MRT 2260 Vision+ BiEnergy: tale macchina infatti è stata acquistata mediante il dealer di zona Manitou per il settore industriale, Liftop, fondato da Massimo Casotto che in verità vanta con Società Cooperativa Scalo Fluviale un rapporto che dura dal 1989.

Da sinistra Marcello Vandelli di Manitou Italia, Massimo Casotto di Liftop, Andrea Pravato e Simone Manente di Società Cooperativa Scalo Fluviale, Giovanni Casotto di Liftop e Giacomo Borghi di Manitou Italia

“Massimo Casotto è per Società Cooperativa Scalo Fluviale quel tipo di fornitore che instaura un rapporto basato su stima, onestà e fiducia: un legame destinato a durare negli anni e rafforzarsi sempre di più” spiega Simone Manente, vicepresidente della cooperativa. “Ogni volta che ci siamo rivolti a Massimo per l’acquisto di una nostra macchina, abbiamo sempre potuto constatare la sua estrema professionalità e capacità di indicarci di volta in volta la macchina o la soluzione che più si adattava alle nostre necessità. Una esperienza confermata anche nell’acquisto del nuovo MRT ibrido”.

Ma perché telescopico?

“Ci siamo trovati di fronte all’esigenza di sostituire una gru arrivata per anzianità al termine del suo servizio, ma eravamo scettici all’idea di sostituirla con un’altra macchina fissa in quanto gli attuali modelli portuali sono troppo ingombranti da un lato e poco in linea con le nostre esigenze dall’altro” spiega Andrea Pravato. “Per cui abbiamo deciso di rivolgerci a Massimo e Liftop per capire di quali soluzioni potevamo disporre in alternativa. Eravamo già orientati all’idea di un sollevatore telescopico, perché tutti sappiamo che questo tipo di macchina sta pian piano soppiantando proprio le gru in numerose mission, ma ci chiedevamo se tale possibilità era un’esclusiva dell’ambito edile o se poteva fare anche al caso nostro”.

Da qui è iniziata l’analisi dei modelli rotativi della gamma Manitou, che ha portato a identificare in un MRT Vision+ 2260 la soluzione più adatta. “Portata e braccio sembravano fatti apposta per coprire le nostre esigenze, ossia caricare e scaricare in maniera pressoché continua merci dalla banchina alle barche in arrivo e viceversa: grazie ai 22 metri di lunghezza siamo in grado di coprire tutta l’area della banchina e della strada limitrofa, eseguendo le operazioni velocemente e in sicurezza, mentre le 6 t di portata ci garantiscono un ampio margine di operatività”. Quindi un sollevatore telescopico al posto di una più statica gru permetteva versatilità, velocità e sicurezza nelle operazioni. Ma la banchina di un porto è uno spazio aperto, quindi perché optare per una macchina a doppia alimentazione?

E perché ibrido ?

Nessuno può esimersi dal fare la sua parte in merito alla salvaguardia ambientale e men che meno Società Cooperativa Scalo Fluviale in virtù di realtà storica della laguna. Anzi, proprio questo ci responsabilizza in un ruolo di apripista e pionieri del settore, come siamo sempre stati” prosegue Andrea Pravato. “Il cambio della macchina ci è sembrata l’occasione migliore per tornare a ‘fare la storia’ del settore, dimostrando come sia assolutamente fattibile portare avanti le attività in maniera profittevole senza far danno all’ambiente. Quindi abbiamo deciso di optare per un MRT Vision+ 2260 BiEnergy, ossia in grado di operare sia in modalità endotermica che full electric”. Deciso l’acquisto di tale modello Società Cooperativa Scalo Fluviale ha predisposto gli allacciamenti necessari della rete elettrica alla banchina, così da poter cambiare istantaneamente la modalità di alimentazione del telescopico senza perder tempo nelle operazioni, sempre in sicurezza. “Ho voluto provare di persona il sollevatore e devo dire che sono rimasto molto colpito dall’assoluta silenziosità e comfort in cabina quando si opera in modalità full electric” conclude Andrea Pravato. “E, al contrario di quanto ci si aspetterebbe, quando si opera con alimentazione elettrica non si riscontra alcun calo delle prestazioni operative della macchina, sia in termini di velocità, che di portate e precisione delle manovre”.

Guarda il video del telescopico MRT 2260 Vision+ BiEnergy di Manitou al lavoro sulla banchina del Tronchetto.

Chi è Società Cooperativa Scalo Fluviale

“Nasceva nel 1904 dalla volontà di un gruppo di persone di unirsi per lavorare insieme” spiega Simone Manente, Vicepresidente, “effettuando inizialmente lo scarico di vagoni ferroviari di merci destinati alla città. Nel 1935 ci siamo trasferiti sulla banchina del Tronchetto, cominciando a sviluppare l’interscambio modale delle merci per Venezia, fino a diventare un punto di riferimento nel trasporto e nella movimentazione merci in tutta la laguna grazie alla nostra esperienza e affidabilità, ma anche alla nostra capacità di offrire professionalità, precisione, rapidità e sicurezza. I nostri soci hanno avuto la capacità di far crescere e tramandare questa attività di generazione in generazione e nel 2024 taglieremo il traguardo dei 120 anni. Non credo che esistano più di un paio di realtà analoghe alla nostra in tutta Italia”.

Non sorprende quindi che nel 2021 Società Cooperativa Scalo Fluviale abbia vinto il “Premio Fedeltà al Lavoro”, organizzato dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, che seguiva il riconoscimento istituzionale di Impresa Storica d’Italia conferitole nel corso del 2019, anno nel quale le procedure e verifiche espletate dalla commissione del Registro delle Imprese Storiche d’Italia si sono concluse, documentando lo svolgimento dell’attività dal 1904 con continuità.

Oggi Società Cooperativa Scalo Fluviale è guidata da Andrea Pravato, socio e presidente da sette anni, e Simone Manente, vicepresidente, che insieme affiancano un Consiglio di Amministrazione. Le cariche vengono rinnovate ogni tre anni. “Siamo una democrazia, ogni socio equivale a un voto e questo è il segreto del nostro successo”, spiega ancora Manente.

Tra i diversi tipi di trasporto che offre Società Cooperativa Scalo Fluviale, ricordiamo il trasporto di opere d’arte, di macchinari e attrezzature, il trasporto per eventi e mostre di cui può seguire anche le fasi di allestimento, il trasporto di materiali per l’edilizia e quello eccezionale, cui si affiancano le attività di noleggio piattaforme, l’interscambio merci, i traslochi e gli sgomberi.