Da Nantes, il gruppo presenta il bilancio CSR 2021-2025 e la nuova roadmap CSR Lens 2026-2030: elettrificazione, economia circolare e assistenza al centro della strategia

Una macchina che consuma meno, un ricambio rigenerato che ne prolunga la vita, un tecnico che risolve più rapidamente un guasto. È su questi risultati operativi che Manitou Group intende misurare il valore della propria strategia di sostenibilità. Il 30 settembre 2026, nella quinta edizione di On the way up, trasmessa dall’IRT Jules Verne di Nantes e seguita da quasi 40 Paesi, il gruppo ha presentato il bilancio della roadmap CSR 2021-2025 e la nuova CSR Lens 2026-2030.

L’appuntamento annuale dedicato alla responsabilità sociale d’impresa ha coinvolto management, clienti, concessionari, fornitori e dipendenti. La scelta dell’istituto di ricerca tecnologica Jules Verne, impegnato sul futuro della produzione industriale, ha accompagnato un confronto centrato sul rapporto tra sostenibilità e competitività.

Per chi utilizza macchine in cantiere, il tema attraversa l’intero ciclo di vita: produzione, trasporto, impiego, manutenzione e possibilità di recuperare componenti e attrezzature.

I principali contenuti dell’incontro:

  • 87% degli obiettivi raggiunti nella roadmap CSR 2021-2025, secondo il bilancio presentato dal gruppo.
  • Oltre 600 milioni di investimenti previsti nell’arco di cinque anni dal piano strategico LIFT.
  • Sviluppo delle soluzioni elettrificate e attenzione all’efficienza energetica delle macchine.
  • Estensione delle attività di rigenerazione, ricondizionamento e aggiornamento delle attrezzature.
  • Formazione, sicurezza e collaborazione con la filiera come condizioni per rendere operativa la trasformazione.

Il piano LIFT collega crescita ed elettrificazione

Sylvain Blaise, presidente e amministratore delegato di Manitou Group, ha collocato la sostenibilità tra le leve della competitività industriale. In un contesto segnato da inflazione, tensioni commerciali e incertezza, la responsabilità sociale d’impresa viene proposta come riferimento per le decisioni di investimento e per l’evoluzione dell’offerta.

Il nuovo piano strategico LIFT prevede una crescita del business del 40% e investimenti superiori a 600 milioni nel quinquennio, secondo quanto illustrato durante la trasmissione.

Sul fronte dell’offerta, il gruppo punta a raddoppiare le vendite di veicoli elettrificati e servizi, secondo la formulazione utilizzata nell’intervento. Innovazione, centralità del cliente e trasformazione organizzativa accompagnano questo percorso, che comprende batterie, dati, intelligenza artificiale e nuovi modelli legati all’economia circolare.

Blaise ha ribadito che gli impegni ambientali e sociali fanno parte della strategia LIFT e devono contribuire a crescita, resilienza e prestazioni nel lungo periodo. Per gli utilizzatori, la verifica sarà nelle condizioni effettive di impiego: disponibilità della macchina, organizzazione della ricarica, assistenza e costo complessivo lungo la vita operativa.

Il bilancio CSR 2021-2025: materiali, progettazione e rete

Aude Brézac, VP CSR di Manitou Group, ha presentato il bilancio della precedente roadmap, dichiarando il raggiungimento dell’87% degli oltre 50 obiettivi fissati per il periodo 2021-2025.

Tra i risultati illustrati figura l’integrazione dell’ecoprogettazione nello sviluppo prodotto, supportata da strumenti di analisi del ciclo di vita, utili a valutare gli impatti delle scelte progettuali.

La quota di acciaio riciclato negli approvvigionamenti ha raggiunto il 24%, mentre il tasso di riciclabilità dei prodotti fabbricati è stato indicato al 92%. Quest’ultimo dato esprime la possibilità di recuperare i materiali: l’effettivo riciclo dipende poi dai processi e dalle filiere disponibili a fine vita.

I ricavi delle attività di ricambi rigenerati sono raddoppiati nel periodo, pur restando, come riconosciuto durante l’incontro, di dimensioni ancora contenute. Il passaggio successivo consiste nell’ampliare questi servizi e renderli più strutturati.

La trasformazione riguarda anche la rete: il 60% dei concessionari risulta sottoposto a valutazioni e audit delle prestazioni CSR. Sul lato degli approvvigionamenti, la quota di fornitori qualificati è salita a quasi l’80% nel 2025, secondo i dati illustrati dal gruppo.

Castelfranco: investire senza fermare la produzione

Il documentario realizzato per l’evento ha dato voce a fornitori, stabilimenti, concessionari e clienti, mostrando come gli impegni del gruppo si traducano nelle attività quotidiane.

Tra le testimonianze operative, il sito italiano di Castelfranco ha illustrato il rapporto tra produzione dei telescopici rotativi elettrici, efficienza dello stabilimento e formazione.

Nel servizio è stato presentato un MRT completamente elettrico con batteria al litio sviluppata e costruita da Manitou. Per lo stabilimento sono stati dichiarati 1,5 milioni di euro investiti negli ultimi tre-quattro anni, destinati a fotovoltaico, macchinari ad alta efficienza e infrastrutture di ricarica.

Il sistema fotovoltaico ha una potenza indicata di 1 MW e il sito dispone di 16 punti di ricarica. Nel 2024, secondo la testimonianza, l’energia acquistata dal fornitore si è ridotta del 25%; la riduzione delle emissioni di CO₂ associate all’energia elettrica è stata indicata al 33%.

La difficoltà descritta riguarda tre aspetti concreti: dimostrare il ritorno degli investimenti nel lungo periodo, installare le nuove tecnologie mantenendo la continuità produttiva e preparare il personale a utilizzarle. Anche nei siti francesi, l’integrazione delle macchine elettriche sulle linee esistenti ha richiesto formazione specifica per assemblaggio e controllo.

L’elettrico va valutato nell’applicazione

Una testimonianza dal settore cinematografico ha illustrato un impiego nel quale le caratteristiche dell’elettrico rispondono a esigenze precise. La macchina viene utilizzata nei teatri di posa, dove silenziosità e assenza di fumi diesel allo scarico sono vantaggi operativi.

La disponibilità di alimentazione trifase negli studi e su molti set ha consentito di integrare la ricarica senza particolari difficoltà, secondo l’utilizzatore intervistato.

Il caso evidenzia il peso del contesto: infrastruttura elettrica, turni di lavoro e ambiente operativo devono entrare nella valutazione della macchina insieme alle prestazioni richieste. Sono queste condizioni a determinare come una soluzione elettrica possa inserirsi nell’organizzazione del lavoro.

Economia circolare: allungare la vita utile delle macchine

La nuova CSR Lens 2026-2030 attribuisce un ruolo centrale a remanufacturing, ricondizionamento e retrofit. Il gruppo intende sviluppare queste offerte insieme ai concessionari, attraverso sistemi di certificazione e centri dedicati alla rigenerazione.

Sul fronte della progettazione, sono in valutazione progetti di cruscotti realizzati con materiale interamente riciclato. È previsto anche un indicatore interno di circolarità per accompagnare il miglioramento delle attività aziendali.

La ricaduta per imprese e noleggiatori riguarda la possibilità di prolungare la vita utile delle attrezzature e contenere il costo totale di possesso, intervenendo su componenti e macchine già in servizio. Durante l’incontro, Blaise ha associato questa evoluzione anche alla formazione dei tecnici: diagnosi e riparazioni più rapide possono ridurre i tempi di fermo.

La testimonianza di un concessionario francese ha inoltre introdotto il passaggio dall’economia della proprietà a quella dell’utilizzo. Accesso alla macchina, servizi e flessibilità assumono un peso crescente. Manitou ha indicato la necessità di accompagnare la rete in questo cambiamento e di monitorare i ricavi legati alla circolarità e al noleggio.

La filiera: lavorazioni e trasporto delle macchine

Il contributo dei fornitori è stato raccontato attraverso OMAS, azienda italiana specializzata nelle lavorazioni di carpenteria. Nel servizio, l’impresa ha associato l’introduzione del laser a fibra a una riduzione dei consumi di circa il 50% rispetto alla soluzione precedente; per un sistema di piegatura con funzionamento stop-and-go è stato indicato un risparmio del 20%. Sono dati riferiti alle lavorazioni illustrate, non al consumo complessivo dell’azienda.

La collaborazione con Manitou è stata descritta anche in relazione alla sostenibilità dei processi, alla provenienza delle materie prime e agli investimenti negli ambienti di lavoro.

Il confronto ha toccato poi il trasporto marittimo, con l’intervento di Jean Zanuttini, presidente e fondatore di Neoline. Il progetto della nave a propulsione velica Neoline Origin punta a una riduzione dell’80% delle emissioni di carbonio già dal 2027.

Zanuttini ha richiamato il ruolo della collaborazione tra caricatori, ingegneri, costruttori e finanziatori nel rendere operativo il progetto. La raccolta dei dati di navigazione servirà a confrontare le previsioni con i risultati reali: il valore indicato resta un obiettivo, non una riduzione già dimostrata per tutte le spedizioni Manitou.

Competenze e decisioni: il contributo di Samah Karaki

L’intervento della neuroscienziata Samah Karaki, dedicato alle decisioni in condizioni di incertezza, ha introdotto una questione organizzativa rilevante per la trasformazione industriale.

Karaki ha invitato a distinguere il rischio calcolabile dall’incertezza, a valorizzare le informazioni provenienti da chi è vicino ai clienti e alle attività operative e a sperimentare su scala limitata prima di estendere una soluzione. L’indicazione è sostituire la ricerca di previsioni certe con un processo di sperimentazione e apprendimento.

Ha inoltre richiamato la necessità di consentire alle persone di esprimere dubbi e dissenso. Se l’organizzazione non accoglie informazioni che contraddicono le proprie ipotesi, può continuare a investire in una strategia anche quando i dati suggeriscono di correggerla.

Manitou ha collegato questi temi alla propria organizzazione per regioni, alla formazione e alla raccolta di idee dai team operativi. La capacità di adattamento dipende quindi anche da come le informazioni circolano e vengono utilizzate nelle decisioni.

CSR Lens 2026-2030: quattro impegni e una verifica sul campo

Aude Brézac e Hervé Rochet, Chief Transformation & Governance Officer di Manitou Group, hanno illustrato i quattro impegni della nuova roadmap CSR Lens 2026-2030:

  • Uso delle risorse e circolarità, attraverso ecoprogettazione, recupero dei materiali e sviluppo delle attività di rigenerazione.
  • Impegno per il clima, con riduzione degli impatti lungo il ciclo di vita dei prodotti e attenzione alla resilienza dei siti.
  • Potenziale umano, attraverso competenze, percorsi professionali e sicurezza di dipendenti e utilizzatori.
  • Fiducia e collaborazione, comprendendo etica, protezione dei dati, cybersecurity e lavoro con i partner della filiera.

Per rendere misurabili le iniziative, il gruppo prevede un maggiore raccordo con la funzione finanziaria, l’utilizzo congiunto di dati ambientali ed economici e il coinvolgimento delle strutture regionali.

Per il settore delle costruzioni, il punto da osservare sarà la traduzione degli impegni in servizi e prestazioni verificabili: durata delle macchine, tempi di assistenza, consumi, disponibilità dei ricambi e costo totale di possesso. Su questi elementi imprese e noleggiatori potranno valutare i risultati del percorso illustrato a On the way up #5.