La scienza passa da Scania

2016-10-31T10:00:11+01:0031 Ottobre 2016|Categorie: Notizie, Veicoli industriali e leggeri|Tag: |

Scania è sempre più orientata verso la ricerca scientifica: la collaborazione con Nobel Media e il monitoraggio delle onde cerebrali degli autisti.

La scienza passa da Scania Scania onde celebrali degli autisti Nobel Media

Nell’ambito di un gruppo selezionato di partner internazionali, nei prossimi anni Scania collaborerà con Nobel Media, una delle entità che compongono il mondo Nobel, all’analisi di rilevanti questioni di portata globale, quali il futuro dell’educazione scientifica e la sostenibilità.

Scania attribuisce grande importanza alla ricerca e allo sviluppo per proporre soluzioni innovative di trasporto intelligente ed efficiente. Oltre 3.500 ricercatori sono impegnati in settori chiave quali carburanti alternativi, connettività, automazione ed elettrificazione.

Grazie a questa nuova partnership, Scania potrà partecipare a conferenze, lezioni, tavole rotonde, manifestazioni e a molteplici eventi a livello internazionale, dove sarà possibile acquisire nuove ispirazioni e costruire sinergie.

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Una delle applicazioni della ricerca scientifica al mondo dei motori pare essere il monitoraggio delle onde cerebrali degli autisti. Infatti con l’incremento dell’automazione, l’interazione tra autisti e veicoli diventa sempre più importante. Un’area di sviluppo riguarda i segnali acustici emessi dal veicolo e gli studi per comprendere quale suono attiri maggiormente l’attenzione. Il fine è predisporre dei segnali di allarme immediatamente comprensibili che provochino l’appropriata reazione a bordo. Per esplorare questi campi, che sembrano fantascientifici ma sono invece reali, Scania ha stretto una collaborazione con l’Istituto tedesco Max Planck per la cibernetica biologica di Tubinga.

 

Nell’ambito di un recente progetto di ricerca sono stati coinvolti 16 autisti ed è stata registrata la loro attività cerebrale. Ogni autista ha percorso lo stesso tratto di strada per 25 minuti nel simulatore e nel frattempo sono stati riprodotti 12 segnali acustici più altri suoni irrilevanti. Gli autisti dovevano premere un pulsante non appena avvertivano uno dei segnali acustici emessi. Ogni autista è stato monitorato con un elettroencefalogramma (EEG) per registrare la sua attività cerebrale.

“Un segnale acustico consente all’autista di effettuare o meno una determinata azione”, ha evidenziato Christiane Glatz, ricercatrice in neuroscienze cognitive all’Istituto Max Planck. “Se funziona correttamente dovrebbe essere compreso immediatamente e senza alcuna ambiguità. Non dovrebbe richiedere quindi alcuna riflessione. Basti pensare, ad esempio, al suono delle sirene di un’ambulanza che siamo in grado di comprendere immediatamente”.

La ricerca ha l’obiettivo di misurare l’attività cerebrale, eliminando i fattori culturali che influenzano la nostra percezione dei diversi segnali acustici e, di conseguenza, l’impegno richiesto per la loro comprensione. E il monitoraggio delle attività cerebrali degli autisti ha generato moltissimi dati sui quali lavorare per il futuro. Non molto lontano…