La Meccanica con il segno più

2016-07-26T10:00:21+02:0026 Luglio 2016|Categorie: Notizie|Tag: , , , , |

Cresce la Meccanica ANIMA: +2 percento nel 2015 e +1 nel 2016; buoni segnali anche dal mercato Italia.

Le rilevazioni dell’Ufficio Studi ANIMA promuovono la meccanica italiana la cui produzione nel 2015 si è assestata sui 44,2 miliardi di euro, mentre le stime per il 2016 sono pari a 44,6 miliardi di euro. In questo contesto le esportazioni valgono 26 miliardi di euro e rappresentano il 59% del fatturato totale. Ma anche il mercato interno non dorme.

“Da molti anni, ormai, una larga parte della nostra produzione è destinata con successo all’estero. La sorpresa piacevole oggi è la crescita del mercato Italia registrata nel 2015”. Queste le parole di Alberto Caprari, Presidente ANIMA, che ha continuato: “a questa nota positiva siamo arrivati dopo anni di difficoltà ed è imperativo fare di tutto per mantenere e sviluppare questo trend favorevole. Dobbiamo abbracciare tutte le soluzioni disponibili per migliorare aziende e prodotti, contribuendo alla ripresa del Paese”.

Meccanica: all’export positivo si aggiungono i primi segnali di crescita del mercato Italia.

Venendo ai numeri, di particolare rilievo le prestazioni di fatturato 2015 delle tecnologie per la logistica e movimentazione delle merci (+5,1); tecnologie e attrezzature per prodotti alimentari (+3,2); tecnologie e prodotti per l’industria (+2); tecnologie e prodotti per l’edilizia (+3,4); Macchine e impianti per la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente (+1,6). In leggera flessione nel 2015, a causa principalmente del basso prezzo del greggio e della situazione geopolitica in Medio Oriente e nord Africa, il comparto delle macchine e impianti per la produzione dell’energia e per l’industria chimica, petrolifera e montaggi industriali (-0,4).

A livello internazionale, sempre secondo i dati dell’Ufficio studi ANIMA, su elaborazioni Istat, il 40 percento dell’export italiano è targato UE28, e ha registrato un +5 percento nel 2015. L’Asia pesa per il 24 percento (+10 percento), mentre l’America settentrionale ha assorbito circa il 10 percento dell’offerta, pari a un +14 percento sull’anno precedente. Da segnalare come il Regno Unito sia il quarto paese di destinazione dell’export della meccanica italiana, con scambi pari a 1,2 miliardi di euro nel 2015. Ora bisognerà alzare le antenne per capire come evolverà la situazione in relazione al recente referendum.