A Windhoek una fresa trasversale KEMROC KRC 150 installata su un escavatore Kobelco è stata utilizzata per realizzare trincee per sottoservizi in terreno con calcare da 50 MPa, limitando il sovrascavo e producendo materiale riutilizzabile per il rinterro.

Scavare una trincea stretta in roccia mantenendo una sezione regolare significa intervenire non soltanto sulla produttività della macchina, ma anche sulle lavorazioni successive: quantità di materiale estratto, volumi da movimentare e smaltire e necessità di riportare materiale per il rinterro.
È su questi aspetti che si è concentrato un intervento realizzato a Windhoek, in Namibia, dove una KEMROC KRC 150 Bullhead Cutter, montata su un escavatore Kobelco, è stata impiegata per lo scavo di trincee destinate alla posa di sottoservizi.
Il terreno presentava calcare con resistenza a compressione dichiarata di 50 MPa. La sezione richiesta dal progetto era di 900 mm di larghezza per 1.000 mm di profondità, da mantenere con continuità durante lavorazioni protrattesi per diversi mesi.
I principali dati disponibili sul cantiere sono:
- località: Windhoek, Namibia;
- applicazione: trincee per sottoservizi;
- attrezzatura: KEMROC KRC 150 Bullhead Cutter;
- macchina portante: escavatore Kobelco;
- materiale: roccia calcarea;
- resistenza dichiarata della roccia: 50 MPa;
- larghezza della trincea: 900 mm;
- profondità: 1.000 mm;
- obiettivo operativo: ottenere una sezione regolare limitando il sovrascavo e rendendo riutilizzabile parte del materiale estratto.
Scavo a piena sezione nella roccia calcarea
La particolarità dell’applicazione riguarda il sistema di scavo della KRC 150, concepito per lavorare sull’intero profilo della trincea.
Nel cantiere namibiano l’attrezzatura ha effettuato lo scavo a piena sezione in una singola passata, ottenendo pareti rettilinee e una larghezza della trincea costante.
È un elemento importante soprattutto quando si lavora su sezioni relativamente strette. Un sovrascavo rispetto alla geometria prevista non comporta infatti soltanto l’asportazione di roccia non necessaria: aumenta anche il volume da movimentare e, a seconda dell’organizzazione del cantiere, quello da trasportare e sostituire successivamente durante il rinterro.
Il controllo della geometria dello scavo diventa quindi una componente della produttività complessiva del ciclo di lavoro.
KRC 150: perché controllare il sovrascavo
Nel caso di Windhoek il contractor cercava una soluzione in grado di combinare due esigenze: incrementare la produttività e contenere i costi complessivi dell’intervento.

La KEMROC KRC 150 montata su escavatore Kobelco è stata utilizzata a Windhoek, in Namibia, per realizzare trincee da 900 mm di larghezza e 1.000 mm di profondità in calcare con resistenza dichiarata di 50 MPa
La fonte KEMROC attribuisce alla configurazione della KRC 150 la possibilità di realizzare direttamente il profilo completo della trincea, riducendo lo scavo non necessario rispetto alla sezione richiesta.
Il dato è interessante perché sposta l’attenzione dalla sola velocità di penetrazione dell’attrezzatura al bilancio dell’intero processo.
Nella valutazione di una tecnologia per lo scavo di trincee in roccia devono infatti entrare anche precisione della sezione, quantità di materiale prodotto e gestione dello scavato. La produttività della macchina rappresenta solo una parte del risultato operativo.
Il materiale scavato viene riutilizzato per il rinterro
Un secondo elemento emerso dal cantiere riguarda la granulometria del materiale prodotto durante la fresatura.
Secondo quanto riportato da KEMROC, la KRC 150 ha generato materiale fine proveniente dalla frantumazione del calcare, utilizzabile nuovamente come materiale di rinterro. Questo ha consentito al contractor di ridurre la necessità di approvvigionare materiale aggiuntivo dall’esterno.
La possibilità di recuperare direttamente lo scavato interviene su più fasi della logistica di cantiere: movimentazione del materiale, eventuale conferimento all’esterno, trasporto e approvvigionamento degli inerti necessari alla chiusura della trincea.
KEMROC indica una conseguente riduzione dei costi associati a trasporto, smaltimento e acquisto di materiale da riporto. La fonte, tuttavia, non quantifica economicamente questi risparmi e non riporta volumi o percentuali di materiale effettivamente recuperato.
Utensili a picchi per lavorare su roccia da 50 MPa
La KRC 150 utilizzata nell’intervento era equipaggiata con picchi a codolo tondo, chiamati a lavorare continuativamente sul calcare.
Secondo il resoconto del costruttore, l’attrezzatura ha mantenuto le proprie capacità di taglio durante il progetto, sviluppato nell’arco di diversi mesi nonostante le condizioni della roccia.
Anche in questo caso non vengono però forniti dati relativi a consumo degli utensili, intervalli di sostituzione o costi per metro scavato. Sono parametri che sarebbero necessari per un confronto economico completo con tecnologie alternative.
Trincee strette: la produttività va misurata sull’intero ciclo
Il cantiere di Windhoek mette in evidenza un principio operativo importante nello scavo meccanico di trincee in roccia: la precisione può avere un effetto diretto sui costi delle lavorazioni successive.
Una sezione più vicina a quella prevista dal progetto significa ridurre il volume di materiale scavato inutilmente. Se, contemporaneamente, una parte dello scavato presenta caratteristiche tali da poter essere riutilizzata per il rinterro, diminuiscono anche le movimentazioni verso l’esterno e gli approvvigionamenti di nuovo materiale.
È quindi sul ciclo complessivo — taglio, estrazione, movimentazione e rinterro — che deve essere valutata l’efficienza di un’attrezzatura di questo tipo.
Nel caso della KRC 150 in Namibia, i dati pubblicati consentono di documentare l’applicazione su calcare da 50 MPa e la realizzazione di una trincea con sezione di 900 x 1.000 mm. Non sono invece disponibili valori di produzione in metri/ora, costo per metro lineare o percentuali di risparmio rispetto a metodi alternativi: parametri che permetterebbero di quantificare con maggiore precisione il vantaggio operativo indicato dal costruttore.


