JCB | La vera svolta green è l’idrogeno?

2023-11-30T16:28:41+01:001 Dicembre 2023|Categorie: Aziende, Notizie|Tag: , , |

JCB ha scelto Agritechnica per far sbarcare in Europa la sua vision e le tecnologie legate alle alimentazioni ad idrogeno che ha sviluppato.

Tecnologie che sono frutto di un ingente investimento, 100 milioni di sterline, e la creazione di uno staff di 150 ingegneri che hanno dato vita a più di 75 prototipi funzionanti, antesignani di quella che potrebbe essere la strada della sostenibilità futura, una soluzione a zero emissioni di carbonio.

I motori a idrogeno di JCB hanno molteplici vantaggi

Ovviamente lo scetticismo può essere la prima reazione di fronte a motori che assomigliano tantissimo a propulsori endotermici. E va bene. Ma meglio non fermarsi e continuare l’analisi. Perché dietro lo sviluppo di questa tecnologia vi è una vision ampia ed estremamente logica, come apprendiamo direttamente dalle parole di Lord Bamford:

“Le proprietà di combustione uniche dell’idrogeno consentono al motore a idrogeno di fornire la stessa potenza, la stessa coppia e la stessa efficienza che alimentano le macchine JCB oggi, ma a zero emissioni di carbonio. I motori a combustione di idrogeno offrono anche altri vantaggi significativi. Sfruttando la tecnologia e i componenti dei motori diesel, non richiedono elementi di terre rare e, aspetto fondamentale, la tecnologia di combustione è già ben collaudata sulle attrezzature edili e agricole. Si tratta di una tecnologia economicamente vantaggiosa, robusta, affidabile e ben conosciuta non solo nel settore edile e agricolo, ma in tutto il mondo”. – Lord Bamford

Beh, qui la logica è di una solidità lapalissiana, e spiega non solo perché i motori a idrogeno di JCB siano così simili a quelli endotermici, ma anche quanti possano essere i vantaggi di una alimentazione a idrogeno. Ma non è finita.

“La maggior parte di questi combustibili alternativi richiede la produzione di idrogeno per produrli, quindi ha perfettamente senso utilizzare l’idrogeno in primo luogo perché è un combustibile pulito a zero emissioni di carbonio che può essere prodotto da energia rinnovabile. L’idrogeno offre anche una potenziale soluzione alla sfida posta dalle batterie sulle macchine più grandi; consente un rifornimento rapido ed è una soluzione di carburante mobile, che consente di portare il carburante alla macchina”. – Lord Bamford

I motori a idrogeno di JCB sono una tecnologia già reale

Per dimostrare la validità della sua tecnologia a idrogeno JCB ha usato alcune delle macchine stesse che produce, ossia sollevatori telescopici e terne, per rendere operativa l’alimentazione a idrogeno. Ma ha fatto di più, ossia installare i suoi motori a idrogeno su veicoli “altri”, anche partendo da unità precedentemente alimentate endotermicamente, come un camion Mercedes da 7,5 tonnellate e un furgone Mercedes Sprinter: retrofit completati in pochi giorni.

Uno dei vantaggi dell’idrogeno, come abbiamo letto, è anche la trasportabilità dell’idrogeno: e non a caso JCB ha realizzato il proprio sistema di rifornimento mobile progettato e costruito per portare il carburante alle macchine. Il serbatoio ha abbastanza idrogeno per riempire 16 terne a idrogeno e può essere trasportato sul retro di un trattore JCB Fastrac modificato o su un rimorchio.

Nell’ambito dello sviluppo di tecnologie basate sull’idrogeno, JCB ha studiato anche le celle a combustibile presentando già nel 2020 un escavatore 220X da 20 tonnellate alimentato con le celle, ma successive analisi hanno portato alla conclusione che, almeno per ora, le celle a combustibile sono troppo costose, troppo complicate e non sufficientemente robuste per le macchine edili e agricole. E questo è stato il motivo che ha spinto JCB a puntare sul motore a idrogeno.

L’approccio inglese alla sostenibilità

Ben prima che diventasse un megatrend e arrivasse sulla bocca di tutti, JCB ha investito ingenti risorse per elaborare soluzioni efficaci nella riduzione delle emissioni. Con un percorso di R&D lungo più di 25 anni JCB è giunta alla ottimizzazione dei suoi più recenti motori diesel progettati per conformarsi alle normative europee Stage V che hanno consentito una riduzione del 97% delle emissioni di NOx dal 1999 e una riduzione del 98% del particolato.

Inoltre, l’impegno di JCB per ridurre il consumo di carburante fa sì che le macchine JCB di oggi utilizzino in media il 50% in meno di carburante rispetto a quelle prodotte più di dieci anni fa. Ciò ha consentito di risparmiare 16 miliardi di litri di carburante, equivalenti a 53 milioni di tonnellate di CO2.

È interessante notare che i motori JCB sono stati approvati per l’uso con HVO da quando è entrata in vigore la legislazione sui motori Stage IIIB/Tier 4i.

JCB è stata anche in prima linea nello sviluppo della tecnologia elettrica per soddisfare la domanda dei clienti di prodotti a zero emissioni di carbonio. Mentre l’elettricità a batteria è adatta per macchine più piccole che fanno meno ore e in genere utilizzano meno carburante, le macchine più grandi hanno un fabbisogno energetico più elevato. Ciò comporterebbe batterie più grandi, che richiederebbero più tempo per caricarsi, rendendole meno adatte a macchine che lavorano su più turni giornalieri e non hanno tempi di inattività disponibili per ricaricarsi.

Di conseguenza, JCB ha concentrato lo sviluppo di macchine elettriche sulla sua gamma compatta, tra cui la nuova pala gommata compatta 403E, il sollevatore telescopico Loadall 525-60E e il mini escavatore 19C-1E, il primo mini escavatore elettrico al mondo.