Iveco passa di mano?

Si rincorrono da tempo nel settore e non solo voci che danno il ramo veicoli pesanti di CNH, Iveco, in vendita. Rumors recentemente tornati alla ribalta anche dei quotidiani nazionali. Non più tardi di venerdì, www.affaritaliani.it pubblicava l’articolo “Bye-bye Fca, Iveco ai cinesi. Non è solo ‘normale’ business…“.

Ora, in questo nostro articolo vorremmo solo aggiungere un’unica riflessione a quanto già esposto dal quotidiano appena citato. In linea di massima, infatti, condividiamo tutte le riflessioni strategiche, di mercato, politiche e sul passato, espresse dal giornalista Marco Scotti, cui vorremmo aggiungere una considerazione a latere: se uno dei binari dell’agire degli Agnelli è la remunerazione degli azionisti, forse disfarsi del ramo veicoli industriali per focalizzarsi su quello automotive potrebbe portare, sì soldi subito agli azionisti, ma nei prossimi anni sarà lo stesso?

La crisi dell’automotive

Marco Scotti ha ben sottolineato l’importanza che i trasporti rivestiranno nella logistica del futuro (e non dimentichiamo che l’Italia da una parte è il “molo dell’Europa”, e dall’altra è lunga, stretta e piena di montagne. La maggior parte dei centri abitati italiani non è raggiunta né da vie d’acqua, né da ferrovie. E se le prime non sono costruibili, le seconde, per farlo, sarebbero non solo estremamente dispendiose, ma anche tecnicamente complicate e con un impatto ambientale maggiore che non potenziare l’ormai presente, anche se decadente, rete viaria). Quindi vendere il ramo d’azienda che in Italia, nei veicoli pesanti, detiene quote di mercato che gli esperti definiscono “bulgare” intese come estremamente alte, appare già di per sé un errore strategico sul medio termine (senza contare i numeri dei mercati oltralpe), quello che appare un errore strategico ancora più evidente è vendere ciò che sicuramente ha un futuro di crescita per detenere ciò che è palesemente in crisi e che non è detto sarà in futuro altrettanto remunerativo che in passato, ossia il ramo automotive.

Questo perché da un po’ di anni a questa parte l’auto  non è più uno status symbol, né qualcosa di irrinunciabile. Se le generazioni ante-Millennials vedevano nella patente e nell’auto la prima boccata di indipendenza e libertà a 18 anni, e nel prosieguo della vita l’auto come simbolo di uno status sociale, oggi le cose sono un po’ cambiate. L’automobile già da anni non è più qualcosa di proprietà, ma un bene che va sfruttato e cambiato in base alla velocità del suo deprezzamento (e credo che non ci sia bene o prodotto che subisce una maggior svalutazione che l’automobile), concetto che ha portato all’avvento di leasing e noleggi.

Con la generazione dei cosiddetti Millennials c’è stata un’ulteriore evoluzione che il Covid-19 ha addirittura accelerato: i giovani d’oggi della macchina non se ne fanno niente. Grazie alle nuove tecnologie spostarsi è diventato più facile anche con altri mezzi; molte delle cose di cui necessitiamo sono ormai a portata di mano e, se proprio proprio uno ha bisogno dell’auto qualche volta, servizi come Uber o altri car sharing risolvono la situazione.

Per non parlare di tutte le difficoltà legate al megatrend della sostenibilità e dell’impatto ambientale, che spingono fortemente per lo sviluppo di macchine alimentate in maniera alternativa. Una ricerca dispendiosa, che potrebbe essere fatta in sinergia con il veicolo industriale, cosa che ne abbatterebbe di fatto l’ammortamento.

Non va poi ignorato il problema legato all’aggressività logistica della Cina che con la sua iniziativa Belt and Road sta già mettendo le basi per una massiccia aggressione alle produzioni europee (vien da chiedere: già lasciamo che costruiscano strade, ponti, porti e navi. Adesso gli diamo anche i veicoli per percorrere e alimentare tali infrastrutture?).

In conclusione, considerando quanto scritto da affaritalia.it e qui sopra, nutriamo seri dubbi che la cessione di Iveco a Faw sia una scelta azzeccata. Ma questa resta una nostra spassionata opinione.

2021-01-11T10:52:28+01:0011 Gennaio 2021|Categorie: Notizie, Veicoli industriali e leggeri|Tag: , , , , |

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