Intermat | Innovazioni per un cantiere più efficace e più pulito

2024-04-05T10:21:17+02:008 Aprile 2024|Categorie: Aziende, Eventi, Notizie|Tag: |

Intermat, fiera internazionale delle soluzioni e delle tecnologie per l’edilizia sostenibile, dopo 6 anni di assenza, nel mese di aprile aprirà nuovamente i battenti a Parigi. L’evento riunisce leader mondiali nella costruzione, imprese edili, produttori e commercianti di materiali, distributori e società di noleggio, società di servizi e tanto altro.

Insomma, un importante appuntamento per le più recenti innovazioni nel settore. In particolare, sullo sfondo dell’attuale transizione energetica, quali macchine destinate alla cantieristica saranno presentate al pubblico e agli esperti del settore dal 24 al 27 aprile prossimi? In occasione di Intermat Roadshow, svoltosi presso la sede milanese di Assimpredil-Ance, Massimiliano Ruggeri, direttore tecnico e project manager di Imamoter presso il CNR, ci ha dato interessanti risposte, anticipando dettagliatamente quali saranno i campi di innovazione nelle macchine da lavoro della fiera parigina, la cui edizione sarà sicuramente unica rispetto al passato.

Durante Intermat si noterà l’impegno dei costruttori verso la riduzione dei gas serra, infatti, tutti i nuovi veicoli sono a trazione elettrica, ma ci sarà anche un motore a Idrogeno. Si noteranno nuove architetture di distribuzione e uso della potenza atte a migliorare l’efficienza delle macchine, ma anche la riduzione dell’uso degli impianti idraulici, l’automazione delle lavorazioni e la robotizzazione delle macchine per limitare gli interventi degli operatori. E ancora, si parlerà di sistemi di sicurezza attiva, di efficienza negli impianti e nei processi e, come curiosità, la sempre più frequente presenza di oggetti consumer utilizzati nella strumentazione professionale.

Massimiliano Ruggeri, direttore tecnico e project manager di Imamoter presso il CNR

Più vicini agli operatori

Come è capitato ad altri esperti del settore, al pre-Intermat anche Ruggeri ha trovato molto interessanti le direttrici di innovazione riguardanti non solo il focus sull’energia ma anche quello sull’uomo inteso come persona che lavora. Quello delle costruzioni è un settore molto duro, impegnativo, e l’esperienza dell’operatore fa la differenza. Oggi si cerca di essere più vicini agli operatori in tanti aspetti, nella sicurezza delle macchine per evitare incidenti ma anche nel ridurre il numero delle operazioni che, ad esempio gli escavatoristi, svolgono ogni giorno. Si tende a rendere la sua giornata meno faticosa, anche perché gli errori avvengono spesso per mancanza d’attenzione dovuta alla stanchezza, per cui l’avvento della robotizzazione e dell’automazione delle lavorazioni è indispensabile. Poi, vista la difficoltà a trovare personale con esperienza, si cerca di ridurre l’impatto dell’operatore sulle lavorazioni con l’ausilio della robotica. “Tutto ciò” spiega Ruggeri “può avvenire grazie a una maggior potenza di calcolo dei dispositivi. Sempre più spesso si vedono prodotti consumer utilizzati in applicazioni professionali, come gli smartphone o le GoPro per fare acquisizioni 3D, perfette nella qualità immagini che ne risulta.”

Olio: sì o no?

Un altro grande tema è: l’olio è così indispensabile nelle macchine da lavoro, dato che è un prodotto inquinante in caso di perdite? Alcuni sono d’accordo sull’eliminarlo, altri costruttori affermano che è impossibile, e che la sua potenza negli impianti idraulici è insostituibile. Nel frattempo, a Intermat alcune aziende presenteranno un intero ecosistema di prodotti meccanici ed elettromeccanici in grado di funzionare in modo perfettamente sincronizzato senza l’ausilio di olio nei circuiti. In particolare, una piccola azienda, Excess Engineering, presenterà un cilindro a ricircolo di sfere in grado di sollevare 80 tonnellate con dimensioni comparabili a quelle dei martinetti idraulici e  fino a 3 metri di lunghezza, ed è in progetto anche un modello per le 100 tonnellate.

olio idraulico non più indispensabile nelle macchine operatrici

La sicurezza al primo posto

A Intermat le innovative macchine da lavoro elettriche sono state necessariamente progettate con specifici accorgimenti rivolti alla sicurezza, che in alcuni casi hanno modificato le tradizionali architetture del passato. Multitel Pagliero, ad esempio, presenta Axon, un modello di piattaforma aerea full electric caratterizzato da una particolare attenzione alla sicurezza e impianto diviso in alta e bassa tensione, in cui il cestello è collegato solo alla bassa tensione per avere maggiore sicurezza per gli operatori.

Multitel Pagliero Axon, un modello di piattaforma aerea full electric caratterizzato da una particolare attenzione alla sicurezza e impianto diviso in alta e bassa tensione

“Sono tante le applicazioni sulla sicurezza attiva delle macchine” spiega Ruggeri “complice probabilmente anche la riduzione dei prezzi e la disponibilità di tanti dispositivi che vengono dal mondo auto motive”. Bobcat propone una soluzione che utilizza radar per evitare ostacoli in retromarcia, soluzioni ancora più integrate e più intelligenti, mentre altre soluzioni tramite sensori, ora più accessibili economicamente, stabiliscono se la macchina avrà, in base all’angolo di sterzo, una traiettoria libera o con ostacoli. L’elettrificazione viene vista come architettura, quindi, non più solo “generazione di potenza da sorgente elettrica” ma gestione di veicoli totalmente elettrificati con un ecosistema di componenti elettrici che realizzano tutta la catena di controllo della lavorazione, come mostrato da Moog che introduce il concetto di all-electric eco system.

Moog introduce il concetto di all-electric eco system. 

In molti si pongono anche il problema delle batterie che, oltre ad essere pesanti, spesso non sono sufficienti a svolgere un’intera sessione di lavoro. Dunque, oltre alla novità del veicolo elettrico in sé, va sottolineato che i costruttori ora affrontano il problema del tempo di missione e dell’approvvigionamento energetico, ciascuno con una visione differente. Zquip Battery Systems, ad esempio, realizza moduli indipendenti, ciascuno con il proprio BMS, tutti di dimensione standard, inseribili in guide standard e tra loro intercambiabili, equalizzabili, trasportabili semplicemente una piccola pala meccanica, in modo da avere un metodo veloce per sostituire i moduli e garantire l’operabilità delle macchine.

Zquip Battery Systems, ad esempio, realizza moduli indipendenti, ciascuno con il proprio BMS, tutti di dimensione standard,

Come usare l’energia

Un altro ambito innovativo riguarda l’uso ottimizzato dell’energia per ridurre gli sprechi, e in questo la robotica aiuta molto. “In fiera” precisa Ruggeri “vedrete tante innovazioni che vanno in questa direzione, grazie all’elettronica che ottimizza le lavorazioni riducendo sprechi e passaggi inutili. Alcune demo mostreranno dozer operare in modo completamente automatico, livellamenti gestiti autonomamente dalla macchina grazie a livelle laser montate anche su piccoli modelli”. L’automazione delle lavorazioni è importante: grazie all’integrazione elettronica si possono utilizzare sensori e facilitare il lavoro degli operatori, che saranno meno stressati grazie al minor numero di operazioni da eseguire e più soddisfatti del risultato ottenuto. Saranno presenti in questo ambito DMS ed Heracles, specializzate in automazione e robotizzazione.

loghi DMS ed Heracles, specializzate in automazione e robotizzazione.

La versatilità delle nuove tecnologie

Le innovazioni riguardano anche le attrezzature da lavoro, che diventano sempre più versatili, flessibili, veloci, dotate di nuove funzionalità e con più gradi di libertà per facilitare gli operatori. “Oggi non è più necessario spostare più volte la macchina” fa notare Ruggeri “perché è l’attrezzo che trova automaticamente la giusta inclinazione”. Proprio riguardo gli attachment delle macchine, si ha spesso una modifica della struttura, con trasformazione da elemento a sistema o sottosistema autonomo con uso di powerpack per ridurre il trasporto di olio, come nel caso dell’azienda DMS Sorting Grab.

uso di powerpack per ridurre il trasporto di olio, come nel caso dell’azienda DMS Sorting Grab. 

Un altro esempio di nuova tecnologia è dato dal nuovo sensore Muodim, derivante dalla muografia, una tecnica che usa sistemi di rilevamento dei raggi cosmici e delle particelle derivate (muoni) e che si spiega con la teoria della Relatività ristretta; si rivela come valido aiuto per chi lavora nel tunneling (metropolitane, trafori, ecc.) per conoscere esattamente la difficoltà e il tempo da impiegare per le varie sessioni di lavoro.

nuovo sensore Muodim, derivante dalla muografia, si rivela come valido aiuto per chi lavora nel tunneling

Nuovo sensore Muodim, derivante dalla muografia, si rivela come valido aiuto per chi lavora nel tunneling

Un accenno anche all’elettronica Consumer (uso di smartphone commerciali) utilizzata nella strumentazione professionale. Nel caso di Moasure viene usato un sensore montato su un palo su cui, per comodità, viene montato anche lo smartphone.

Moasure viene usato un sensore montato su un palo su cui, per comodità, viene montato anche lo smartphone.

Infine, ricordando che il futuro non sarà solo elettrico, va sottolineato che AGCO presenterà a Intermat il primo motore a idrogeno con sostituzione di un numero limitato di parti e già integrato con motore elettrico e batteria per massimizzare l’efficienza nel recupero dell’energia nei transitori.

AGCO presenterà a Intermat il primo motore a idrogeno

AGCO presenterà a Intermat il suo primo motore a idrogeno