Hitachi | Miniescavatori… o problem solver?

2024-06-07T13:57:15+02:007 Giugno 2024|Categorie: Uncategorized|

La scelta delle macchine operatrici un tempo si basava in maniera esclusiva sulle prestazioni e la qualità offerti. Ma oggi queste caratteristiche, benché imprescindibili, non sono più le uniche tenute in considerazione dai clienti.

Parliamo di miniescavatori. Cosa si può dire di una tipologia di macchine già così conosciuta e diffusa che non sia già stato detto? In realtà, oltre che delle macchine in sé, si potrebbe cambiare punto di partenza, scegliendo di analizzare aspetti meno considerati, come per esempio chiedersi quali problematiche non tanto di cantiere bensì aziendali queste macchine potrebbero risolvere, sfruttando al massimo le tecnologie che le equipaggiano.

Per esempio, i miniescavatori oggi potrebbero rappresentare una soluzione al problema che hanno un po’ tutti i settori dell’economia, ossia la carenza di personale qualificato? Secondo noi, in alcuni casi si. Come? Beh, per esempio Hitachi, nell’affrontare il recente upgrade della propria Serie 6, ha deciso di potenziare diversi aspetti che, sommati insieme, ne ampliano enormemente la versatilità d’impiego, tanto da essere in grado di sovrintendere a molteplici lavorazioni, e non soltanto strettamente in cantiere. Questo per i clienti significa che un solo operatore qualificato può svolgere molteplici lavori per i quali prima servivano più macchine e, di conseguenza, più persone. E questo proprio grazie alle tecnologie e soluzioni che equipaggiano i mini Serie 6.

Non a caso Richard Egelie, general manager sales and marketing Division di HCME, ha spiegato chiaramente il punto di vista di Hitachi, il cui approccio al cliente parte dalla consapevolezza che “oggi il mercato sta cambiando radicalmente. I clienti non si accontentano più di una macchina che scava e basta, ma sono alla ricerca di una soluzione globale, di una macchina che faccia di più in ogni situazione operativa”.

La gamma dei mini di Hitachi

La gamma dei miniescavatori di Hitachi oggi è composta da 11 modelli, con pesi operativi che vanno da 1 a 6,5 t:

  • ZX10U-6: motore da 9,5 kW, 1.110 kg di peso operativo, benna 0,018 – 0,024 mc;
  • ZX17U-6: motore da 11,5 kW, 1.760 kg di peso operativo, benna 0,02 – 0,05 mc;
  • ZX19U-6: motore da 11,5 kW, 1.880 kg di peso operativo, benna 0,02 – 0,05 mc;
  • ZX19-6: motore da 11,5 kW, 1.920 kg di peso operativo, benna 0,02 – 0,05 mc;
  • ZX26U-6: motore da 15,6 kW, 2.570-2.720 kg di peso operativo, benna 0,07 – 0,08 mc;
  • ZX33U-6: motore da 18,8 kW, 3.320-3.720 kg di peso operativo, benna 0,04 – 0,13 mc;
  • ZX38U-6: motore da 18,8 kW, 3.770-4.170 kg di peso operativo, benna 0,04 – 0,15 mc;
  • ZX48U-6: motore da 29,1 kW (Stage V con EGR+DPF), 4.450-4.960 kg di peso operativo, benna 0,10 – 0,17 mc;
  • ZX55U-6: motore da 29,1 kW (Stage V con EGR+DPF), 4.790-5.310 kg di peso operativo, benna 0,10 – 0,17 mc;
  • ZX65USB-6: motore da 42,4kW (Stage V con EGR+DPF), 6.140-6.290 kg di peso operativo, benna 0,22 – 0,24 mc;
  • ZX55U-6EB (full electric): motore da 39,4 kW/112,6 Ah, 5.330 kg di peso operativo, forza di strappo alla benna 36,9 kN.

Attualmente i best seller in Italia sono i modelli con pesi operativi nella fascia delle 2 t (ZX19) che rappresenta il 15% del mercato totale dei mini venduti in Italia principalmente perché si tratta di una taglia che coniuga buone prestazioni alla possibilità di trasporto con veicoli Patente B.

Caratteristica predominante, oltre all’ampiezza dell’offerta, è sicuramente la qualità di base di queste macchine, riconosciuta ampiamente dal mercato, che infatti considera Hitachi un marchio premium in grado di supportarli non solo da un punto di vista tecnologico, ma anche di assistenza e in grado di sviluppare macchine che rispondano alle esigenze che man mano sì concretizzeranno in futuro.

Una posizione che il Costruttore ha tutte le intenzioni di mantenere, consolidare e incrementare, partendo da macchine al top in termini di tecnologie. Da qui l’upgrade portato avanti sulla gamma dei mini che ne ha migliorato molteplici aspetti da un punto di vista di sicurezza, comfort, sistemi di connettività e controllo telematico, normative, TCO e manutenzione.

Macchine al top, assistite da persone al top 

Come quelle che compongono la rete di dealer (sei) che copre l’intero territorio nazionale e sovrintende a un network di officine autorizzate estremamente capillare che, in un prossimo futuro, sarà composto da 22 punti di assistenza. Questo per garantire la massima vicinanza al cliente, declinata in professionalità e tempi di risposta adeguati alle aspettative.

Ma come abbiamo detto, ci vuole qualcosa di più di una buona macchina che scava. Ci vogliono soluzioni complete per rispondere alle nuove problematiche dei clienti che non sono più solo di ordine squisitamente tecnico.

Abbiamo parlato, all’inizio, di carenza del personale qualificato. Hitachi aiuta i propri clienti a risolvere questa problematica, come abbiamo accennato, con un range di miniescavatori tecnologicamente all’avanguardia, ma anche con una soluzione ad hoc di attachment, in grado di rendere i suoi mini delle vere e proprie macchine multiutility.

La soluzione KTEG

La soluzione ideata da Hitachi si chiama Multi-Tool-Carrier KTEG P-Line, una combinazione di miniescavatore, attacco rapido rotante idraulico e una vasta gamma di accessori, ottimizzati per componentistica e sistemi di assistenza digital che consente una riduzione del 30% dei costi dei processo in cantiere grazie alla possibilità di meccanizzare gran parte dei lavori manuali, operando così a maggiore velocità e in maniera più versatile.

Proprio grazie all’ampio range di attrezzature idrauliche a disposizione, il Multi-Tool-Carrier KTEG P-Line supera il concetto di escavatore tradizionale combinando le funzioni di quest’ultimo con quelle di un dispositivo di sollevamento, oppure di un carrello elevatore fuoristrada o, ancora, di una pala gommata in un’unica macchina. Ciò consente agli utenti di gestire un’ampia gamma di attività con una sola macchina e un solo operatore.

Inoltre P-Line è stata progettata per aiutare gli operatori a gestire lavori complessi offrendo sistemi di assistenza e interfacce di controllo facili da usare. Queste caratteristiche permettono un’immediata operatività perché l’uso del sistema non necessita di una lunga formazione.

Sostenibilità

Per rispondere a questo nuovo esigenza del mercato Hitachi ha sviluppato il mini ZX55U-6EB, modello full electric che segue temporalmente il lancio del modello ZX85. Si tratta di una soluzione tecnologicamente matura, che offre un’autonomia di lavoro di 8 ore senza la necessità di una ricarica intermedia.

“Le macchine full electric di Hitachi sono modelli pienamente operativi e in grado di soddisfare le esigenze di qualunque cantiere co prestazioni identiche ai modelli endotermici equivalenti”, spiega Egelie. “Certo il gap tra il mercato italiano e quello europeo in merito alla richiesta di queste macchine è ancora molto ampio: una delle grosse difficoltà che rallentano in Italia la transizione green è sicuramente la mancanza di un serio piano di incentivi da parte del governo che supporti le aziende verso un futuro più green”.

Nei Paesi in cui queste condizioni sono già esistenti Hitachi sta organizzando un demo tour con lo scopo di spiegare le proprie macchine elettriche e i sistemi di ricarica in cantiere, oltre ad alcuni concept.

Punto mercato

“Il 2023 si è chiuso con ottimi risultati per quanto riguarda HCME Italia, risultati che hanno superato quelli del 2022 anche grazie a una maggiore disponibilità delle macchine da parte della casa madre giapponese” spiega Egelie. “Per il 2024 ci aspettiamo una flessione variabile tra il 10 e il 15%, ma si tratta di previsioni di massima perché in Italia ci sono ancora molti progetti industriali che devono partire. In ogni caso la nostra strategia punta a diventare uno dei primi tre player del mercato entro i prossimi due anni”.