Gare deserte, contingentamenti, impianti fermi. La situazione comincia a pesare

2022-03-18T10:38:59+01:0018 Marzo 2022|Categorie: Focus, Materiali edili & Impiantistica, Notizie|

Facciamo finta di scordarci cosa c’era prima e partiamo con la pandemia. Seguita dalle prime difficoltà sulle materie prime e le componenti. A ruota i primi rincari energetici. Da 20 giorni circa a questa parte una guerra sul suolo europeo che ha aggravato in maniera pesantissima il quadro economico attuale. Con gravi ripercussioni anche a livello sociale, andando a impattare su popolazioni già psicologicamente messe a dura prova dalla pandemia.

Da più parti sono già giunti i primi allarmi, prevedendo un evolvere della situazione che può mettere a dura prova tutto il sistema economico nazionale e, neanche a dirlo, il nostro settore.

Servono decisioni rapide ed efficaci

Benché il piano di sviluppo del PNRR stia andando avanti (anche se lentissimo), già ci sono le prime avvisaglie che tutti gli sforzi (e i soldi) coinvolti nel PNRR saranno inutili. Cominciano, infatti, ad andare deserte le prime gare d’appalto legate al Piano. Le aziende infatti rinunciano a partecipare a causa dei rincari sempre più elevati ed estremamente imprevedibili delle materie prime e dell’energia. Il PNRR, senza alcun intervento, potrebbe essere destinato a una paralisi.

Molti quotidiani locali e nazionali stanno dando voce anche ad Associazioni di settore che denunciano una situazione sempre più pesante anche a livello privato: il caro prezzi delle materie prime rischia di bloccare i cantieri, oggi decisamente numerosi grazie al Superbonus. Si parla di rincari di oltre il 35% dei prezzi delle materie prime, per tutti i materiali (componenti in plastica per la posa di cemento; sistemi per le impermeabilizzazioni e l’isolamento, come la lana di roccia, passata da 85-90 euro al metro cubo a270 euro; acciaio, ecc), cui si aggiungono le difficoltà di approvvigionamento legate al conflitto ucraino-russo (l’Ucraina è un fornitore di alcune ferroleghe necessarie per la posa del cemento armato) e al rincaro energetico. Alcune acciaierie italiane stanno ipotizzando di fermare la produzione perché non più sostenibile energeticamente, causando una catena di ripercussioni in tutto il settore. Molte società italiane hanno sospeso l’invio di preventivi e quotazioni, avvertendo che per «cause di forza maggiore» potrebbero addirittura sospendere l’efficacia dei contratti in essere. Alcuni impianti di produzione di bitume hanno deciso di chiudere i battenti e quelli rimasti, anche volendo, non bastano a coprire il fabbisogno, anche aumentando ancora di più i prezzi già alle stelle.

Servono provvedimenti, servono scelte decise e anche rapide. E sulla rapidità e decisività dei governi europei e USA di questi ultimi mesi c’è molto da dire. Basti solo pensare che Biden ha annunciato il 14 marzo che il 24 marzo parteciperà al summit NATO sul conflitto bellico ucraino-russo. Beh, un fulmine: 10 giorni per attraversare l’Atlantico e atterrare a Bruxelles? Nel frattempo la gente muore, la gente rimane senza una casa e una patria, la gente si riversa negli altri paesi la cui economia sta andando a rotoli. Ma il nostro principale alleato (decisamente non scevro di colpe) impiega 10 giorni per venire in Europa!