Ottantasei organizzazioni chiedono un rafforzamento del prossimo Programma quadro europeo per sostenere produttività, sviluppo industriale e transizione tecnologica
La definizione del prossimo Framework Programme for Research and Innovation (FP10), destinato a coprire il periodo 2028-2034, entra nel dibattito politico europeo. In una dichiarazione congiunta pubblicata il 7 luglio 2026, 86 associazioni europee che rappresentano il mondo della ricerca, dell’industria e dell’innovazione chiedono alle istituzioni UE un incremento significativo delle risorse dedicate al nuovo programma quadro, ritenuto uno strumento strategico per rilanciare la competitività dell’industria europea.
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In sintesi
- 86 associazioni europee firmano una dichiarazione congiunta sul futuro FP10.
- Richiesto un aumento sostanziale del budget del Programma quadro europeo per ricerca e innovazione.
- L’obiettivo è sostenere produttività, competitività e sviluppo tecnologico dell’industria europea.
- Centrale il rafforzamento della collaborazione tra ricerca pubblica e imprese.
- Le decisioni sul bilancio europeo 2028-2034 saranno determinanti per il futuro della politica industriale dell’Unione.
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Il richiamo al Rapporto Draghi sulla competitività
La presa di posizione richiama direttamente il Rapporto Draghi sulla competitività europea, che individua nella crescita della produttività uno dei principali nodi strutturali dell’economia dell’Unione.
Secondo il documento, il divario tecnologico nei confronti di Stati Uniti e Cina continua ad ampliarsi, mentre gli investimenti in ricerca e sviluppo rimangono inferiori rispetto ai principali concorrenti internazionali. Per invertire questa tendenza, il rapporto stima la necessità di 800 miliardi di euro aggiuntivi di investimenti ogni anno, individuando nella ricerca, sviluppo e innovazione (RD&I) il principale motore della crescita futura.
FP10 come leva per la competitività industriale
Le associazioni firmatarie sottolineano come il prossimo FP10 rappresenti il principale strumento europeo per sostenere l’innovazione lungo tutta la filiera tecnologica, dalla ricerca di base fino all’industrializzazione e alla diffusione delle soluzioni sul mercato.
Nel documento viene ricordato che le precedenti edizioni del Programma quadro hanno favorito la collaborazione transnazionale, la maturazione tecnologica e l’attivazione di investimenti privati, generando effetti moltiplicativi rispetto alle risorse pubbliche impiegate.
Secondo i firmatari, una stagnazione o una riduzione del budget destinato al nuovo programma rischierebbe invece di compromettere:
- i partenariati pubblico-privati;
- lo sviluppo delle tecnologie strategiche;
- le reti europee di competenze e talenti;
- la capacità competitiva dell’industria europea nel medio e lungo periodo.
Le richieste alle istituzioni europee
La dichiarazione individua tre priorità per la definizione del nuovo Programma quadro.
La prima riguarda un aumento significativo del budget di FP10, coerente con gli obiettivi delineati dal Rapporto Draghi e dal Competitiveness Compass dell’Unione Europea.
La seconda punta al rafforzamento del Pilastro II, dedicato alla ricerca collaborativa orientata all’industria, considerato essenziale per ridurre il rischio degli investimenti, accelerare la maturazione delle tecnologie e trasformare i risultati della ricerca in innovazioni applicabili al mercato.
Infine, le associazioni chiedono che FP10 e lo European Competitiveness Fund (ECF) operino in modo complementare, sostenendo l’intero ciclo dell’innovazione: dalla ricerca fondamentale fino alla fase di dimostrazione, industrializzazione e diffusione commerciale delle tecnologie, con particolare attenzione alle transizioni verde e digitale, oltre che alla resilienza e alla sicurezza europea.
Le ricadute per il settore delle costruzioni
Per il comparto delle costruzioni e delle macchine da cantiere, il futuro assetto dei programmi europei dedicati alla ricerca rappresenta un elemento strategico.
Le risorse del Programma quadro contribuiscono infatti allo sviluppo di tecnologie applicate a digitalizzazione dei cantieri, automazione, sostenibilità ambientale, sicurezza operativa, nuovi materiali, elettrificazione delle macchine e gestione intelligente delle infrastrutture. Un eventuale rafforzamento di FP10 potrebbe quindi offrire maggiori opportunità di collaborazione tra imprese, università, centri di ricerca e costruttori lungo l’intera filiera europea.
Una decisione che influenzerà il prossimo quadro finanziario europeo
Secondo i firmatari della dichiarazione, le decisioni che saranno assunte nei prossimi mesi nell’ambito del Quadro finanziario pluriennale (MFF) 2028-2034 determineranno la capacità dell’Europa di sostenere l’innovazione industriale e rafforzare la propria competitività nei confronti dei principali attori globali.
Per questo le 86 associazioni chiedono che il prossimo FP10 disponga di risorse adeguate agli obiettivi strategici dell’Unione, mantenendo un forte sostegno alla ricerca collaborativa e all’innovazione industriale come leva per la crescita della produttività europea.

