Doosan Bobcat | Skid steer loader e mini escavatori tra le rovine di Pompei

2023-08-19T19:57:08+02:001 Giugno 2023|Categorie: Aziende, Notizie|Tag: , , |

Entrare nel Parco Archeologico di Pompei significa immergersi in un’istantanea congelata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., una testimonianza storica senza precedenti. Per poter preservare questo ambiente delicato, è essenziale garantire una perfetta sinergia tra le competenze umane di alto livello e le soluzioni tecniche e tecnologiche impiegate in questo sito riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità. Lucci Salvatore Srl, un’azienda con sede a Bacoli (NA), è attiva nel settore edile da oltre 40 anni e ha sviluppato competenze specifiche nel campo archeologico. Tutti i dipendenti vantano profili altamente qualificati e una formazione dedicata.

“La ricerca di partner di eccellenza è di vitale importanza per la natura dei nostri interventi. Fin dalle nostre origini abbiamo scelto Bobcat come brand di indiscussa qualità per le nostre macchine ” ha dichiarato Salvatore Lucci, quarta generazione alla guida dell’azienda di famiglia. “I mezzi Bobcat, innovativi e tecnologicamente avanzati, sono risultati essenziali per la nostra mission, permettendoci di operare in tranquillità e sicurezza nei contesti delicatissimi del nostro core business. Posso dichiarare con convinzione che da quando è nata la Lucci, non c’è cantiere senza Bobcat”.

Da sinistra: Gianpaolo Ruotolo, sales manager della concessionaria Esposito SpA; Salvatore Lucci, amministratore della Lucci Salvatore Srl; Domenico Lucignano, capocantiere della Salvatore Lucci.

Skid steer loader e mini escavatori Bobcat tra le rovine di Pompei

La flotta della Lucci Salvatore conta 20 unità tra minipale e mini escavatori Bobcat, macchine ideali per muoversi con delicatezza ed efficienza negli stretti passaggi di scavi archeologici. L’azienda ha recentemente completato un importante progetto di risanamento e messa in sicurezza degli spazi interni ed esterni dell’Insula Occidentalis di Pompei, con l’obiettivo di renderla accessibile e visitabile.

Su incarico del Ministero dei Beni Culturali, nel 2021 è stato avviato un cantiere per garantire la sicurezza dell’area, che non era mai stata aperta al pubblico a causa delle precarie condizioni sia a seguito dell’eruzione del 79 d.C. che del devastante terremoto del 62 d.C. che ha colpito la città, oltre ai danni provocati dai bombardamenti del 1943. Caratterizzata da una straordinaria architettura, con edifici alti (due piani) e non tipicamente residenziali come altre zone dell’antica Pompei, l’Insula Occidentalis è un vero tesoro da preservare.

La competenza e l’esperienza della Lucci Salvatore hanno permesso di portare a termine con successo questo importante progetto, garantendo la conservazione di un patrimonio archeologico di inestimabile valore e aprendo le porte agli appassionati di storia di tutto il mondo. I mezzi Bobcat sono stati impiegati in tutte le fasi del cantiere. Si sono infatti occupati delle primissime opere di cantierizzazione, della movimentazione, il carico e scarico delle forniture sui pallet.

Bobcat: strumenti affidabili per gli scavi nel Parco Archeologico di Pompei

Durante l’importante intervento di risanamento dell’Insula Occidentalis di Pompei, l’azienda Lucci Salvatore ha impiegato gli escavatori Bobcat E35 ed E62 per lo scotico, ovvero per rimuovere il primo strato superficiale di terreno. Le pale Bobcat S66 e S76 sono state utilizzate per lo spostamento e lo stoccaggio del materiale sciolto proveniente dagli scavi, dopo un processo di selezione di ogni strato di materiale, tra cui lo strato superficiale/riporto, lo strato piroclastico (cenere consolidata, noto come “tuono”) e lo strato di lapillo vulcanico.

In particolare, la pala Bobcat S76 ha lavorato in sinergia con una gru alta 40 metri, consentendo l’accesso a zone degli scavi di Pompei in cui la gru non era mai potuta entrare in precedenza. Questa combinazione tra la gru e la pala Bobcat S76 si è rivelata perfetta per garantire efficienza e protezione dei luoghi durante le operazioni.

Gli scavi all’interno degli ambienti scoperti sono stati eseguiti con l’ausilio dell’escavatore E10, l’unico mezzo in grado di accedere a spazi molto angusti. Con l’assistenza di un archeologo, l’E10 ha aperto tunnel sotto e all’interno del materiale vulcanico, consentendo di eseguire interventi molto precisi, quasi “pettinando” delicatamente il terreno per rilevare eventuali reperti che potessero affiorare.