Comacchio | Una perforatrice MC 4D in un cantiere al limite del possibile

2023-08-21T10:39:32+02:005 Giugno 2023|Categorie: Notizie, We are Drilling & Foundations|Tag: , |

Una perforatrice Comacchio MC 4D è stata utilizzata da Ingegno per la realizzazione di 74 micropali, installati a una profondità di 6 m, necessari per la manutenzione cui è stata sottoposta una parte dell’impianto di potabilizzazione di Boara Polesine, in provincia di Rovigo.

L’impianto di potabilizzazione di Boara Polesine, gestito da Acquevenete S.p.A. è uno dei più grandi presenti sul fiume Adige e copre un bacino di circa 75.000 abitanti. Una serie di ammaloramenti ha imposto una manutenzione straordinaria alle tre vasche di accumulo in calcestruzzo armato che compongono l’impianto. A condurre i lavori, la Ingegno Srl di Rovigo, società specializzata in interventi di consolidamento e impermeabilizzazione di edifici, con un’attenzione particolare al campo del restauro.

Un cantiere complesso per la perforatrice MC 4D di Comacchio

“La vasca numero 3, sulla quale stiamo intervenendo è un manufatto a pianta quadrata di circa 17 m di lato, in grado di contenere quasi 1.000 mc d’acqua”, ci spiega il geom. Lorenzo Neodo, tecnico della Ingegno, “all’interno lo spazio è diviso in 16 campi grazie a dei setti divisori interni. In pratica si viene a creare un labirinto di stanze, ciascuna di circa 4×4 m, con una luce interna di 3,55 m. Ciascuno di questi ambienti è accessibile tramite un passaggio di 1,3 m di larghezza. Per fare entrare il macchinario e accedere agli spazi di lavoro abbiamo dovuto praticare un foro nel solaio di copertura (anche questo ammalorato e da ripristinare) e inserire i materiali all’interno della vasca tramite una gru. Questa vasca presenta parecchie criticità: le analisi hanno rivelato uno scavernamento del terreno di fondazione e di filtrazione d’acqua dall’interno verso l’esterno della vasca. Anche le caratteristiche meccaniche della soletta di fondazione non sono ottimali, per questo si è ritenuto di dover intervenire con un consolidamento geotecnico”.

Il sottosuolo è formato da una alternanza di sabbie limose, limi ed argille, mentre la quota della falda è governata dal fiume Adige, che scorre a poche centinaia di metri dall’impianto.

L’intervento della MC 4D nel dettaglio

“L’intervento”, riprende Neodo, “prevede la realizzazione di 74 micropali, installati a una profondità di 6 m. La tecnologia scelta è quella delle barre autoperforanti. Per poter procedere alla loro installazione abbiamo però dovuto eseguire prima dei carotaggi attraverso la platea in calcestruzzo esistente, utilizzando un carotiere dotato di corona con inserti widia. Sia i carotaggi, sia l’installazione delle barre autoperforanti, sono stati realizzati con una Comacchio MC 4D che abbiamo preso a noleggio dalla LTM Rent di Ciserano (BG). Questo tipo di macchina ci ha permesso di lavorare posizionando la centrale di potenza al di fuori dagli ambienti della vasca. Al di là degli spazi, molto ristretti, che non avrebbero potuto contenere una macchina di dimensioni maggiori, questo tipo di soluzione è stata espressamente richiesta dall’Ing. Elisa Maniezzo (Progettista e direttore dei Lavori). Dovevamo infatti garantire la massima sicurezza all’interno del cantiere e in particolare l’assenza di fumi e potenziali perdite di olio e gasolio che avrebbero inquinato gli spazi, i quali, una volta terminato l’intervento, saranno ripuliti e riempiti con acqua potabile. Parliamo comunque di un motore da 100 kW con tecnologia Stage V, dotato di un sistema di trattamento gas di scarico che riduce notevolmente l’impatto ambientale della macchina”.

La perforatrice Comacchio MC 4D

La MC 4D di Comacchio, uno dei modelli di maggior successo della casa trevigiana, è un’unità di perforazione con centrale di potenza separata, che può essere posizionata fino a 30 m di distanza dalla sonda stessa, permettendo così di eseguire qualsiasi opera di fondazione (micropali, ancoraggi, chiodature) anche all’interno di spazi di difficile accesso, all’interno di edifici, scantinati e gallerie di piccole dimensioni.

“Il carro con larghezza variabile”, conclude Neodo, “ci ha consentito di movimentare la sonda attraverso le aperture che collegano gli ambienti interni della vasca. Ciascun ambiente ha richiesto l’installazione di 4 o 5 micropali, posizionati negli angoli e nel centro delle camere, a un intervallo di 3 m uno dall’altro. L’articolazione del mast è dotata di uno snodo che garantisce una grande varietà di angolazioni e posizionamenti e permette di forare in qualsiasi punto, anche a lato del cingolo. Questo ci ha agevolato molto nell’esecuzione dei lavori. Per coprire l’intera superficie oggetto dell’intervento abbiamo dovuto procedere più volte a staccare e riattaccare i tubi idraulici, a mano a mano che la sonda veniva spostata lungo la traiettoria scelta per l’installazione. Fortunatamente gli attacchi dei tubi sono posizionati su un’unica piastra provvista di innesti rapidi”.

La struttura modulare del mast ha permesso di lavorare con spezzoni di barra da 2 m, sfruttando al massimo la corsa utile e la luce disponibile. La cementazione definitiva viene fatta con iniezione a bassa pressione controllata preparata in apposita unità di miscelazione con rapporto a/c=0.5

Non solo consolidamento

Oltre all’intervento di consolidamento, che riguarda unicamente la vasca numero 3, per tutte le vasche è previsto un rinforzo della soletta di fondazione, il risanamento dell’intradosso della soletta di copertura, l’aumento del copriferro delle pareti divisorie e l’impermeabilizzazione interna dell’intera vasca.