Il CECE Market Update indica una prosecuzione della ripresa, ma con forti differenze geografiche e tra segmenti. Per l’intero 2026 l’associazione stima una crescita delle vendite compresa tra il 5 e il 10%. Restano però aperti i nodi strutturali della competitività europea.

Il mercato europeo delle macchine da costruzione ha chiuso il primo semestre 2026 con vendite in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La ripresa iniziata nel 2025 prosegue quindi con maggiore consistenza, senza tuttavia riportare il settore sui livelli record raggiunti nel 2022 e 2023.

È uno dei principali elementi emersi dal CECE Market Update dell’8 settembre, durante il quale Sebastian Popp, Economic Affairs Manager di CECE, ha presentato i dati relativi ai primi sei mesi dell’anno, mentre William Connell García, Deputy Chief Economist di DG GROW della Commissione europea, ha allargato l’analisi alle condizioni economiche e strutturali nelle quali opera il settore europeo delle costruzioni.


In sintesi

  • +8% le vendite di macchine da costruzione sul mercato europeo nel primo semestre 2026;
  • Spagna e Regno Unito sono tra i mercati con la dinamica più marcata;
  • la Germania, pur restando il primo mercato europeo, mostra una crescita molto più contenuta;
  • le macchine per calcestruzzo sono il segmento più dinamico, con vendite aumentate di circa un terzo;
  • l’utilizzo delle macchine movimento terra risulta leggermente superiore al 2025;
  • CECE prevede per il mercato europeo una crescita tra +5% e +10% nell’intero 2026;
  • le importazioni europee di macchine dalla Cina continuano ad aumentare;
  • produttività, costo dell’energia, disponibilità di personale, digitalizzazione e supply chain rimangono criticità strutturali.

Una ripresa che acquista consistenza

Il primo dato da considerare riguarda il ritmo della ripresa. Dopo le forti contrazioni del 2023 e 2024 e il recupero più moderato registrato nel 2025, le vendite europee hanno accelerato nei primi sei mesi del 2026.

Primo e secondo trimestre hanno mostrato, secondo CECE, tassi di crescita sostanzialmente analoghi, portando il semestre a +8%.

Popp ha tuttavia invitato a leggere il risultato senza trasformarlo nel segnale di un nuovo boom del mercato.

«È abbastanza chiaro che non torneremo vicino ai livelli record del 2022 e 2023. Ma, se il trend continua, potremmo avvicinarci ai livelli pre-Covid del 2018 e 2019, che non rappresentano un volume di mercato malsano».

Il punto è rilevante: più che una nuova fase espansiva, i dati descrivono per ora una normalizzazione del mercato europeo dopo la forte volatilità degli ultimi anni.

Vendite di macchine movimento terra in Europa nel primo semestre 2026, grafico CECE

L’andamento delle vendite mensili di macchine movimento terra in Europa mostra il recupero iniziato dopo la contrazione del 2023-2024. Fonte: CECE, Market Update settembre 2026.

Un’Europa a velocità differenti

Dietro il +8% medio europeo si trovano situazioni nazionali molto diverse.

La Germania rimane il maggiore mercato europeo, con una quota del 21%, ma nel secondo trimestre ha registrato una flessione e la crescita cumulata dall’inizio dell’anno è rimasta su valori contenuti. CECE attribuisce almeno parte del risultato al confronto con il secondo trimestre 2025, influenzato positivamente da bauma.

Più dinamico il Regno Unito, salito al 14% del mercato europeo, grazie soprattutto alla crescita del movimento terra e delle macchine stradali, in particolare della compattazione.

Anche il Sud Europa acquista peso. Italia e Spagna insieme rappresentano ormai quasi il 15% del mercato, mentre la Spagna mostra una crescita da inizio anno superiore al 25%.

Francia, Italia e Paesi nordici contribuiscono con intensità differenti al recupero, confermando come la ripresa europea non sia geograficamente uniforme.

Crescita delle vendite di macchine da costruzione nei mercati europei nel 2026

L’andamento delle vendite di macchine da costruzione nei principali mercati europei evidenzia forti differenze geografiche nel primo semestre 2026. Fonte: CECE.

Calcestruzzo e gru a torre guidano il recupero

Le differenze sono evidenti anche analizzando le categorie di prodotto.

Le macchine per calcestruzzo sono state il segmento con la crescita maggiore, con vendite aumentate di circa un terzo rispetto al primo semestre 2025. Positivo anche l’andamento delle gru a torre, mentre movimento terra e macchine stradali hanno registrato incrementi più moderati.

Secondo CECE, tuttavia, sarebbe sbagliato interpretare la dinamica come prova di una forte espansione dell’edilizia.

Il maggiore dinamismo dei mezzi destinati alla costruzione di edifici è soprattutto un effetto di recupero dopo la pesante contrazione precedente, particolarmente evidente nel 2024.

Nel settore stradale, inoltre, il dato aggregato nasconde andamenti differenti: le attrezzature leggere per la compattazione sono state più deboli nel secondo trimestre, mentre rulli semoventi e finitrici hanno registrato una dinamica più positiva.

Vendite europee 2026 di macchine movimento terra, stradali, calcestruzzo e gru a torre

Le macchine per calcestruzzo registrano la crescita più elevata nel mercato europeo del primo semestre 2026; positivo anche l’andamento delle gru a torre. Fonte: CECE.

Non solo vendite: cresce leggermente l’utilizzo delle macchine

Un indicatore interessante introdotto nell’analisi riguarda le ore di lavoro effettive delle macchine.

Il CECE Uptime Tracker, alimentato dai dati forniti dalle aziende associate, indica nel primo semestre un livello di utilizzo delle macchine movimento terra superiore a quello del 2025.

Per le macchine pesanti la media si colloca intorno alle quattro ore operative per giornata lavorativa, contro un valore compreso indicativamente tra 1,5 e 2 ore per le compatte.

È un segnale compatibile con una domanda degli utilizzatori almeno stabile, ma Popp ha invitato a non stabilire automaticamente una relazione tra aumento delle ore lavorate e futura domanda di macchine nuove.

È una distinzione importante per leggere la fase attuale: utilizzo della flotta e immatricolazioni/vendite non sono necessariamente indicatori coincidenti.

Il clima di fiducia migliora, senza euforia

Anche il CECE Business Barometer mostra un progressivo miglioramento del sentiment delle aziende.

La valutazione della situazione corrente è però sostanzialmente neutrale: la quota di costruttori che descrive il business come positivo è simile a quella di chi continua a considerarlo negativo.

Le aspettative future sono migliori, ma il quadro geopolitico continua a limitare la visibilità.

«Le nostre aziende sono fiduciose che la ripresa del mercato europeo continui, ma non c’è motivo in questo momento di aspettarsi una drammatica espansione del mercato», ha osservato Popp.

Commissione europea: costruzioni resilienti, produttività ancora debole

La lettura congiunturale del mercato delle macchine si inserisce in un quadro più ampio.

I dati presentati da DG GROW mostrano infatti una particolarità del settore europeo delle costruzioni: la produzione ha dimostrato una certa capacità di tenuta, ma la produttività del lavoro rimane debole rispetto ad altri comparti.

Tra il 2022 e il primo trimestre 2026 l’indice della produttività del settore costruzioni è sceso sotto il livello di partenza, mentre altri comparti hanno mostrato dinamiche migliori.

A pesare sono anche carenza di manodopera, costo dell’energia, disponibilità di competenze, condizioni finanziarie e necessità di una maggiore digitalizzazione.

Il problema non è quindi soltanto quanto costruisce l’Europa, ma con quali livelli di produttività e competitività riesce a farlo.

Produttività del lavoro nel settore europeo delle costruzioni fino al primo trimestre 2026

La produttività del lavoro nelle costruzioni europee rimane sotto pressione nonostante la tenuta dell’attività del settore. Fonte: DG GROW Chief Economist Team su dati Eurostat.

La Cina entra sempre più nel mercato europeo

Un altro dato merita un’analisi specifica. Le importazioni europee di macchine da costruzione provenienti dalla Cina stanno aumentando rapidamente.

Sulla base dei dati gennaio-maggio 2026 e di una semplice proiezione del ritmo registrato nei primi cinque mesi, CECE indica per l’intero anno un possibile valore vicino a 4,5 miliardi di euro, sensibilmente superiore ai livelli precedenti. La cifra 2026 va quindi letta come proiezione e non come consuntivo.

Per CECE il tema riguarda non soltanto la concorrenza, ma anche le condizioni del level playing field e l’effettiva applicazione delle norme europee attraverso la sorveglianza del mercato.

«È certamente notevole, se non allarmante, vedere quanto fortemente stiano crescendo le importazioni dalla Cina in un mercato che sta recuperando, ma sicuramente non sta decollando», ha affermato Popp.

→ Su questo tema abbiamo dedicato un approfondimento.

Crescita delle importazioni UE di macchine da costruzione dalla Cina nel 2026

Le importazioni UE di macchine da costruzione dalla Cina mostrano una forte crescita. Il valore 2026 è una proiezione CECE elaborata sui dati Eurostat gennaio-maggio.

Per il 2026 CECE stima una crescita tra il 5 e il 10%

Per il mercato europeo, CECE considera realistico chiudere il 2026 con una crescita delle vendite compresa fra +5% e +10%.

A livello mondiale l’associazione indica invece una crescita intorno al 5%, sostenuta soprattutto da India, Sud-Est asiatico e America Latina. Più problematica la situazione del Medio Oriente, mentre dagli Stati Uniti arrivano segnali moderati di recupero.

Ma è soprattutto l’ultima considerazione di Popp a definire il significato dei dati presentati:

«Non dobbiamo lasciarci fuorviare dai numeri. Saranno le sfide strutturali a essere molto più rilevanti degli sviluppi di breve periodo del mercato, anche se quest’anno sono positivi».

Per costruttori, distributori e utilizzatori di macchine, dunque, il +8% del primo semestre è un segnale positivo ma non sufficiente a descrivere lo scenario. La questione centrale resta la capacità dell’industria europea di trasformare la ripresa congiunturale in competitività, lavorando su produttività, costi, disponibilità di competenze, digitalizzazione e resilienza delle supply chain.