Autovictor solleva un ponte architettonico tra due edifici a San Donato

A San Donato Milanese, nel primissimo hinterland della metropoli lombarda, sta sorgendo in questi mesi il nuovo centro direzionale ENI. I lavori, affidati a Salini Impregilo, sono iniziati nel luglio 2017 e vedono la realizzazione di un complesso (di nome e di fatto) composto da tre edifici direzionali, una mensa aziendale, un centro onferenze e uno spazio espositivo. Complessivamente ospiterà 4.600 postazioni di lavoro.

Caratteristica architettonica e progettuale del complesso il Bridge, un ponte di collegamento tra le due torri: Icon Tower, l’edificio più alto del complesso con 11 piani fuori terra e capace di ospitare circa 1.300 postazioni di lavoro, con la Landmark Tower, che sarà invece la struttura più grande, con una superficie di 23.700 mq, distribuita su 9 piani.

Proprio questo Bridge è stato il protagonista di uno dei molti interventi spettacolari (sia dal punto di vista tecnico che visivo) di Autovictor che con quattro autogrù, 15 uomini (tra progettisti e operatori di cantiere) e tre settimane in cantiere ha realizzato operativamente l’intervento che stiamo per raccontarvi e che ha richiesto due mesi di preparazione in quanto tecnicamente molto complesso.

Innanzitutto una breve descrizione del Bridge: si tratta di un ponte metallico (che in un secondo momento verrà ricoperto in vetro e in materiale composito GRC) composto da due travi portanti con il piano che funge da impalcato.

E adesso vediamo cosa è successo in cantiere
Le travi sono state assemblate a terra in quattro macro-conci. I due conci più grandi misuravano 15 m di altezza per 42,5 m di lunghezza; mentre le due sezioni più piccole presentavano dimensioni pari a 11 m di altezza e 40 m di lunghezza. I due conci di maggiori dimensioni raggiungevano un peso di 110 t ciascuno, mentre i due più piccoli di 85 t, per un totale di 390 t di peso complessivo e 82,5 m di lunghezza totale.

Le quattro sezioni sono state montate a terra, poste in verticale, ruotate, sollevate e collocate nella posizione corretta. Partendo dal lato più pesante, i conci sono stati posizionati sulla soletta superiore del Landmark e sono andati a poggiare su una falsa pila appositamente costruita. I due conci più piccoli sono stati posti tra la falsa pila e l’edificio Icon. A questo punto i vari tronconi sono stati imbullonati e poi si è proceduto allo smontaggio della falsa pila.

Come è avvenuto il sollevamento eccezionale?
Tanti i mezzi Autovictor impegnati in cantiere. Oltre alla Terex Demag TC 2800/1, che ha effettuato i tiri più impegnativi, sono intervenute una Liebherr LTM 1400 telescopica da 400 t; una Demag AC 100 da 100 t; e una AC 120 da 140 t.

Se la TC 2800/1 era impegnata nel sollevamento principale, la LTM 1400 ha svolto il compito di gru di ritenuto per la verticalizzazione delle travi, che sono state portate a una quota di 4 m di altezza e poste in verticale.

La 100 t Demag è stata utilizzata come gru di servizio per la tralicciata, per l’assemblaggio, per il carico e lo scarico delle zavorre dalla tavola di Superlift; mentre la 120 è stata usata per la falsa pila, per il montaggio dei remi di congiunzione tra i macroconci e i controventi e anche come gru di servizio per la TC 2800/1.

Autovictor è rimasta in cantiere per otto giorni, cui vanno aggiunti i 10 giorni necessari per il montaggio e lo smontaggio delle autogrù.

Ovviamente il grosso del lavoro è stato rappresentato dalla progettualità, durata due mesi. Se volete qualche dettaglio in più non perdete il prossimo numero della nostra rivista partner We are access equipment (www.we-are-access-equipment.com) che vedrà proprio questo cantiere protagonista della cover story. Stay tuned!

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