Assogasmetano, Federmetano e NGVItaly chiedono un intervento governativo contro il caro-gas

2022-01-24T11:59:55+01:0024 Gennaio 2022|Categorie: Notizie|

Pubblichiamo il testo integrale della Nota congiunta Assogasmetano/Federmetano/NGVItaly con la quale le associazioni chiedono la creazione di un tavolo di settore per affrontare in maniera strutturale i problemi derivanti dal caro-gas.

Caro prezzi metano: necessarie misure per impedire la perdita di 20 mila posti di lavoro

Federmetano, Assogasmetano e NGV Italy chiedono a Draghi, Giorgetti e Cingolani l’apertura di un tavolo tecnico

Lunedì 17 gennaio Federmetano, Assogasmetano e NGV Italy hanno inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dello Sviluppo Economico e al Ministro della Transizione Ecologica una nota per chiedere urgentemente l’apertura di un tavolo tecnico di settore. L’obiettivo è consentire a Istituzioni e operatori della filiera di concertare un percorso condiviso per superare l’emergenza attuale dovuta all’andamento del prezzo del gas naturale e per attuare un programma di valorizzazione della mobilità a metano, in particolare rinnovabile, come strumento già oggi disponibile, ma da potenziare, per una decarbonizzazione dei trasporti immediatamente fruibile ed economicamente sostenibile.

Il gas naturale per autotrazione (CNG/LNG) opera nel mercato dei carburanti e, come tale, ne segue le regole di concorrenza, confrontandosi quotidianamente con i prodotti petroliferi. Alle attuali quotazioni internazionali il metano (e il biometano) non ha più alcun margine di economicità rispetto ai carburanti tradizionali.

Le Associazioni hanno ribadito le gravi ripercussioni che l’attuale crisi dei prezzi sta avendo su un comparto che conta: oltre 1 milione di veicoli a gas naturale circolanti sul territorio nazionale, di cui circa 2000 camion a CNG, 3800 a LNG e 5000 autobus; 1500 stazioni di rifornimento, di cui 110 di LNG, e un 30% di metano utilizzato di origine bio.
Una richiesta dettata dalla necessità di salvaguardare una filiera di oltre
20 mila posti di lavoro. Filiera a sostegno della quale il Governo non ha predisposto alcun tipo di sostegno e che anzi ha escluso dai beneficiari dell’abbassamento dell’IVA al 5% – dapprima nel decreto-legge “Salva bollette”, quindi in Legge di bilancio – malgrado le ripetute richieste di sostegno da parte delle Associazioni firmatarie